Croquembouches

Claude Delvincourt (1888 - 5 aprile 1954): Croquembouches, 12 pezzi per pianoforte (1926). Diane Andersen.

  1. Omelette au rhum : Allegretto
  2. Linzer Tart : Allegro non troppo (Mouvement de valse)
  3. Rahat loukhoum : Très tranquillement
  4. Grenadine : Allegretto (Mouvement de habanera)
  5. Meringue à la crème : Allegro vivace
  6. Plum pudding : Allegro moderato, avec un humour tout britannique
  7. Puits d’amour : Lent sans excès
  8. Croquignoles : Vif et léger
  9. Baba : Assez animé
  10. Pets de nonne : Moderato non troppo
  11. Nègre en chemise : Andante, non troppo lento
  12. Huile de ricin : Molto moderato

Proprio come aveva fatto Debussy per i suoi Preludi, cui questi 12 Croquembouches fanno simpa­ticamente il verso, anche Delvincourt indica il titolo di ciascun brano non in testa alla partitura, bensì alla fine, sotto l’ultima battuta, fra parentesi e preceduti da tre punti di sospensione.

Se vi piacciono le Delikatessen, forse gradirete anche la panna montata (Schlagobers) di Richard Strauss 🙂


49 pensieri su “Croquembouches

        • Invece io, da buon piemontese, li sento molto… vicini 😀
          A parte il titolo complessivo, anche i titoli dei singoli brani sono nomi di prodotti di pasticceria, compresi i “pets de nonne” (peti di suora).

        • La pretesa “ritrosia al bidet” (parola francese di origine celtica: il primo bidet di cui si abbia notizia fu inventato da un francese) è una falsità che rientra a buon diritto nella categoria degli insulti etnici 🙂

        • Io non ne sono così convinto, anzi… io non ricordo se a Cannes, nell’appartamento in cui sono stato in vacanza ci fosse o meno, ma so che tante persone che conosco e che la frequentano ben più spesso di me (la Francia) hanno sempre confermato questa “leggenda metropolitana”. Forse soffrono di “equinofobia”, visto che si tengono tanto lontani dai “pony” 😉

        • Per quanto mi riguarda, ho imparato presto che non bisogna mai generalizzare. Ogni popolo ha elaborato una cospicua serie di cattiverie sulle genti circonvicine. Ho girato quasi tutta la Francia e ci ho trovato di tutto un po’ (come in Italia, del resto), quindi a maggior ragione ritengo che generalizzare sia immotivato.
          Quanto alla pulizia, però, mi sono trovato assai peggio nelle isole britanniche.

        • La statistica, diceva Trilussa, è quella cosa per cui se tu mangi due polli e io uno, alla fine risulta che ne abbiamo mangiato uno a testa 🙂
          Se vuoi, ti racconto di quella volta che ero capitato in un albergo di *** (città italiana del Centro-Sud) il giorno dopo che la Juventus aveva vinto l’ennesimo scudetto e il marito scioperato della titolare, deducendo che io fossi juventino dal semplice fatto che arrivavo da Torino, pensò bene di lasciare nottetempo un certo omaggio davanti alla porta della mia camera.

          Quanto ai francesi, non so perché continuino a essere in rapporti tutto sommato buoni con noi dopo quel che abbiamo fatto loro nel giugno 1940 – e questa non è statistica, è storia.

        • Ecco un’altra cosa non vera: a Torino i torinisti sono un’esigua minoranza, la città è prevalentemente bianconera.
          Però è vero che i torinisti mediamente sono molto più rumorosi degli juventini, si fanno notare di più.
          Ogni tanto divagare un po’ non dispiace.

        • Be’, è uno scherzo che ha qualche fondatezza.
          Ma anche se ci limitiamo a considerare i torinesi… purosangue (poche migliaia, ormai), per la maggior parte quelli che seguono il calcio simpatizzano per la Juventus. Ne ho conosciuti molti – e fra loro, per esempio, il mio ex capoufficio – che hanno una certa ritrosia nel manifestare le proprie preferenze in ambito sportivo. Il torinese autentico tende a non farsi troppo notare, mettersi in mostra, per qualunque motivo, non è una bella cosa. Anche nel tifo.
          Comunque: nel condominio in cui abito ci sono inquilini di varia origine. Su dieci, quattro seguono il calcio. Dei quattro, tre sono juventini. Il torinista si chiama Sagheddu (*) ed è nativo di Nuoro.
          Non male come saggio statistico, no? 😀

          (*) In realtà non si chiama così, ma ha un altro nome inequivocabilmente sardo.

        • Sì, c’è sempre qualche realtà che sballa i valori. Già che siano in 4 su 10 a seguire il calcio fa capire che è un campione non emplificativo! 🙂

          Però conosco ben 3 famiglie che tifano Toro… e non hanno niente a che vedere con la città di Torino.

          Certo che dai peti della nonna al calcio il passo è stato piuttosto breve! 😀

        • Be’, in famiglia siamo quattro: ho due figli maschi e solo il più giovane segue il calcio (è juventino); il primogenito e io preferiamo gli sport invernali. Da ragazzo ho praticato la scherma (fioretto) presso una società sportiva che si chiamava Granatieri di Sardegna.
          I peti non sono della nonna (grand-mère) ma della suora (nonne).

Scrivi un commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.