Gottschalk, il re dei pianisti – II

The Banjo

L’interesse di Gottschalk per il folklore afrocaraibico e latinoamericano non fu esclusivo, in quanto il nostro poliedrico musicista si lasciò ispirare anche da altre tradizioni musicali e dalla musica «leggera».
La composizione che segue, The Banjo, «Grotesque Fantaisie – An American Sketch» op. 15 (1853), è davvero sorprendente: non solo perché qui Gottschalk s’ingegna a riprodurre con il pianoforte le sonorità tipiche del cordofono che dà titolo al brano, ma anche perché nella parte conclusiva v’è la citazione puntuale e completa di uno di più famosi minstrel songs di Stephen Foster, De Camptown Races (1850). Il pianista è ancora una volta Ivan Davis:


Manchega

Anche la musica spagnola è ben presente nella produzione di Gottschalk. Manchega, «étude de concert» op. 38 (1856), è uno studio sull’emiolia. Qui l’esegue Alan Feinberg:


La Nuit des Tropiques

Gottschalk compose anche musica sinfonica, che era solito dirigere personalmente durante concerti-monstre, con l’impiego di un’orchestra di oltre seicento elementi. In una di siffatte esibizioni presentò al pubblico dell’Avana, nel 1861, una Prima Sinfonia, oggi nota come La Nuit des Tropiques (originariamente sottotitolo del solo I movimento). Utah Symphony Orchestra diretta da Maurice Abravanel:

Il I movimento, Andante, è considerato più vicino al gusto europeo dell’epoca, e in un certo senso precorre l’impressionismo, per esempio quando il tema principale è affidato alla tromba solista [al minuto 2:30].
Il II movimento, Allegro moderato, in alcune fonti reca il sottotitolo Une Fête sous les Tropiques: è una trascinante danza caraibica, sul cui tema principale Gottschalk riesce cionondimeno a costruire un fugato, come nella più classica delle tradizioni [4:19]. La partitura originale prevede l’impiego di strumenti a percussione tipici della musica caraibica e latinoamericana, quali il güiro e le maracas.


33 pensieri su “Gottschalk, il re dei pianisti – II

  1. The Banjo!! bellissimo! pare proprio di sentirlo!Manchega è stata una sorpresa primo perchè è deliziosa e ha questo mutamento di ritmo molto piacevole e secondo ho imparato cosa è l’emiolia (sono andata a documentarmi) e ho capito meglio! La Nuit des Tropiques sembra più vicina alla musica diciamo tradizionale, ma poi non so mi sembra anche questo pezzo diverso dall’usuale, quella tromba che meraviglia li ho proprio goduti tutti e mi domando sono io che proprio non conosco nulla o non è molto suonato?, io ho frequentato molti concerti e li frequento anche ora (fino a due mesi fa) ma proprio non ho mai ascoltato nulla di suo ed è un vero peccato. grazie mille e di più
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    • In una delle risposte che ho dato ai commenti nella pagina precedente ho espresso la mia opinione a proposito del fatto che la musica di Gottschalk è stata a lungo dimenticata. Oggi, almeno negli USA, la riscoperta può dirsi compiuta: il suo nome compare spesso nei programmi dei concerti, e sono stati prodotti vari cd.

      • spero non si debba andare negli US per sentirlo in concerto!!, a me paice molto sentire la musica dal vivo è una emozione diversa dall’ascoltarla in CD o in vinile , cercherò i suoi CD voglio proprio ascoltarlo bene

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