I vestiti nuovi dell’imperatore

Rachel Portman (11 dicembre 1960): The Emperor’s new clothes, suite sinfonica dalla colonna sonora dell’omonimo film (2001) di Alan Taylor.
Un film molto garbato, ambientato a Parigi ma girato in gran parte a Torino, ha come protagonista Ian Holm nei panni di Napoleone: il quale, dopo Waterloo, potrebbe aver avuto una sorte assai diversa da quella che raccontano i libri di storia…


18 pensieri su “I vestiti nuovi dell’imperatore

    • Nel trailer originale del film si intravedono scorci di Torino, in particolare il magnifico Castello del Valentino (0:56, 1:43, 2:07), oggi sede della Facolt√† di architettura dell’Ateneo torinese.

  1. Con un po’ di ritardo (vigilia di Natale convulsa) arrivo con un commento al film di Emanuela Martini, appena defenestrata dal TFF (Torino Film Festival) di cui √® stata validissima direttrice per molti anni. Questo commento al film accenna anche alla presenza di Torino, controfigura di Parigi. Un saluto

    “Diretto con mano lieve ed esatta da Alan Taylor, il regista che anni fa esord√¨ con il delizioso ‘Palookaville’, prodotto dall’Uberto Pasolini di ‘Full Monty’, questo godibilissimo ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ smentisce con forza il logoro luogo comune secondo cui non si fanno pi√Ļ le commedie di una volta”. (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 7 dicembre 2001)”Non sono tutte sviluppate le potenzialit√†, ma Ian Holm, piccolo, arcigno, energetico comandante di chiunque, e la storia d’amore con una vedovella valgono il biglietto. Tra il capolavoro di Abel Gance ‘Napoleon’ (1927), e l’ingombrante kolossal di Bondarciuk ‘Waterloo’ (1970). Divertente. Utile. Alimenta il diritto di dubitare”. (Silvio Danese, ‘Il giornale’, 7 dicembre 2001) “Attori anglosassoni, troupe italiana, ambientazioni europee pi√Ļ o meno truccate (Torino fa da ‘controfigura’ a Parigi; Malta lo √® per l’isola di Sant’Elena): ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ √® un prodotto cosmopolita, ma con una sua unit√† di fondo. Allo stesso modo, riesce a conservare un’omogeneit√† drammaturgica pur coniugando una quantit√† di generi diversi sotto lo stesso titolo, dal film storico alla commedia, non tralasciando il congruo spazio per un’imprevista love-story”. (Roberto Nepoti, ‘la Repubblica’, 9 dicembre 2001)”Il grottesco e la follia sono a un passo; e vengono anche sfiorati in certi momenti, senza che per√≤ mai riescano a impossessarsi veramente di una storia che resta in superficie, opaco omaggio ai sentimenti che contano e ai piccoli piaceri della vita borghese. La cosa migliore del film √® l’interpretazione di Ian Holm; ma la regia e la sceneggiatura non sono alla tua altezza”. (Emanuela Martini, ‘Film Tv’, 16 dicembre 2001)

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