Canarios: Kapsberger & Savall

Giovanni Girolamo Kapsberger (c1580 - 1651): Canario, dal Libro Quarto d’intavolatura di chitarrone (1640). Trond Bengtson, tiorba.


Improvvisazione di Jordi Savall e Hespèrion XXI sul Canario.


17 pensieri su “Canarios: Kapsberger & Savall

  1. Claudio, la tiorba è altro nome del chitarrone?
    L’ho ascoltata dal vivo..stupefacente strumento cui la creatività umana ha lavorato alla grande…
    Gradevolissimo quanto composto da Giovanni Girolamo Kapsberger

    • Sì, chitarrone è in sostanza il nome italiano della tiorba. Alcuni trattatisti secenteschi distinguono un chitarrone “padovano” (alto circa 2 metri e dotato di 8 corde doppie) e uno “romano” (180 cm, 6 corde doppie). Entrambi hanno un certo numero di bordoni, corde gravi che si pizzicano a vuoto e vibrano per simpatia.

    • Canario o canaria è una danza rinascimentale ispirata da una forma tradizionale propria delle isole Canarie, probabilmente quella nota come tajaraste. Era moto diffusa in Europa fra Cinque e Seicento, tanto che viene citata anche da Shakespeare (fra l’altro nelle Allegre comari di Windsor).

          • Quelle che mi hai scritto son interessanti, ma insufficienti per un apporto.
            Mi piace aver letto ‘che viene citata anche da Shakespeare (fra l’altro nelle Allegre comari di Windsor)..

            • Allora ti darò subito qualche altra informazione prendendola dal Dizionario di musica della Utet:

              Danza di carattere esotico, in veloce ritmo di 3/8, 6/4, 3/4 e talvolta 2/8, il canario fu in voga tra la fine del sec. XVI e la metà del XVII. Derivato dalle danze delle isole Canarie e passato in Francia per il tramite della Spagna, soddisfaceva la tendenza esotizzante della società del tempo con la bizzarria dei suoi movimenti, che alternavano saltelli e passi martellati (tacco e punta). Viene menzionato per la prima volta nel Libro de Música de vihuela (1552) di Diego Pisador, che però non lo descrive come una danza bensì come un canto funebre (endecha de canario).
              I più antichi esempi musicali si trovano nei trattati di danza della fine del Cinquecento. Nel Ballarino (1588) Fabrizio Caroso lo pone a conclusione della coppia gagliarda-saltarello (o rotta); ne dà inoltre una descrizione completa, come danza autonoma, articolata in sei mutanze (serie di figure). Tanto Thoinot Arbeau nell’Orchésographie (1588) quanto padre Marin Mersenne nell’Harmonie universelle (1636) ne sottolineano il carattere selvaggio. Compare anche, in ritmo di 3/4, nelle Nuove inventioni di balli (1604) di Cesare Negri.
              Caduto in disuso, come danza, nella seconda metà del Seicento, il canario entrò tuttavia a far parte della suite strumentale e fu accolto anche nell’opera: se ne possono trovare esempi in composizioni di Jacques Champion de Chambonnières e di François Couperin, nelle Pièces de clavessin op. II (1669) di Johann Caspar Ferdinand Fischer, nel Suavioris harmoniae instrumentalis hyporchematicae Florilegium (1a parte, 1695) di Georg Muffat e ancora in lavori di Lully, Kusser, Telemann e Zelenka, e inoltre nella semi-opera tragicomica in cinque atti di Henry Purcell The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695).

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