Vanità e inutile affanno

Orlando di Lasso (1530/32 - 1594): Vidi calumnias, mottetto a 6 voci (n. 14 delle Cantiones sacrae 6 vocum, 1594). Collegium Vocale Gent, dir. Philippe Herreweghe.

Vidi calumnias quae sub sole geruntur
et lacrimas innocentium et consolatorem neminem,
nec posse resistere eorum violentiae,
cunctorum auxilio destitutos,

et laudavi magis mortuos quam viventes,

et feliciorem utroque judicavi qui necdum natus est,
nec vidit mala quae sub sole fiunt.

Rursum contemplatus sum omnes labores hominum,
et industrias animadverti patere invidiae proximi,
et in hoc ergo vanitas et cura superflua est.

(Ecclesiaste IV:1-4)


25 pensieri su “Vanità e inutile affanno

  1. Siccome il latino lo mastico poco, ho cercato i versi nella versione aggiornata della Bibbia CEI, 2008, in cui il Qoèlet è “introdotto” da Ravasi. Certo, niente a che vedere con quella di Ceronetti, che mi piace molto di più. Insomma, oltre alla musica sublime, è stata un occasione per farmi un viaggetto linguistico tra i testi che ho in casa… 🙂

  2. Beh, mi pare di capire che seguano lo stesso metodo “letterale”, ma che B. – per ragioni varie che certamente sai – non sia molto stimato (invece mi pare che De Luca sia stato giudicato “interessante” dai cattolici). Un suo pregio potrebbe essere l’uso della traduzione interlineare (ho letto che addirittura, secondo lui, certi termini non vanno proprio tradotti ma lasciati nell’originale ebraico biblico).
    Le traduzioni interlineari sono utilissime: io ho quella di Baretta del NT dal greco, con traduzione a fronte in latino e italiano.
    Ma se vuoi mi posso ulteriormente sbizzarrire con la Bibbia Ebraica (con testo traslitterato a fronte in italiano) o quella dei Valdesi…
    Insomma, te stendo, te asfalto!
    P. S. Abbiamo dimenticato Odifreddi 😀

    • Scusa… Intanto si chiama Beretta (Piergiorgio: toh, come Ody!) ed è il curatore; la traduzione dal greco è di Alberto Bigarelli, la versione latina è la Vulgata Clementina

    • Biglino dice che la Bibbia non parla mai di alcun dio, e che l’Antico Testamento non c’entra per nulla con il Cristianesimo ma è stato scippato agli ebrei dagli esegeti cristiani: chiaro che da quelli non è stimato.
      Odifreddi ha recentemente dichiarato di non amare “per nulla” i cani: siccome tutte le grandi menti illuminate della storia, da Omero e Diogene in avanti, hanno espresso amore per i cani, ho perso interesse per Odifreddi.
      A proposito di valdesi, saprai certamente che sono numerosi qui in Piemonte – mia moglie è membro della Chiesa evangelica battista.
      Se proprio vuoi “asfaltarmi” con la Bibbia devi perlomeno aver letto Northrop Frye:
      “Nel verso di William Blake
      O Earth, O Earth, return
      ci sono almeno sette riferimenti diretti alla Bibbia.”
      🙂

      • Certo, nel libro di Oriana Fallaci sulla storia della sua famiglia, i valdesi hanno uno spazio importante, e proprio in Piemonte.
        Mio marito mi ha beccato che volevo dargli l’8×1000 e ha cambiato.
        So benissimo che in William Blake ci sono riferimenti all’AT; mi pareva soprattutto a Isaia, ma non sono poi così sicura.
        Quello che dice Biglino, visto che fa parte di una specie di setta, non mi interessa punto. Se mi interessasse, dovrei dargli del pazzo furioso, un po’ come a Semerano con la sua fissazione sulle origini immancabilmente accadiche delle lingue).
        Tra l’altro, mi pare più che ovvio che l’AT non c’entri col cristianesimo, non foss’altro che per questioni di cronologia. Scippare…? Sospiro sconsolato.
        La storia degli esegeti cristiani è molto complessa e meriterebbe un po’ di studio approfondito (quindi, come dire… forse qualche compitino lo devi fare pure tu, per esempio sul tomo di Franzen sulla Storia della Chiesa).
        Un conto è parlare di letteratura, per quanto “ispirata”, altro è il punto di vista teologico.

        • La poesia di Blake è incomprensibile se non si tiene conto dei riferimenti biblici.
          Biglino non fa parte di una setta 😀 , è solo partito un po’ per la tangente con la storia degli extraterrestri. Se pensi che l’AT non c’entri con il Cristianesimo sei perfettamente d’accordo con lui 🙂

          • Appunto, ma sempre di letteratura si tratta. D’altra parte, anche per quanto riguarda le Scritture si parla di “generi letterari”… (come vedi, sono open-minded, quindi è inutile accanirsi socraticamente con me).
            Anche se sono (ero) una lettrice “forte”, non sono mai stata ambiziosa e Blake sta buono buono a prendere polvere su uno scaffale, ma (senza intenti polemici) vorrei davvero sapere quali solo gli almeno sette riferimenti alla Bibbia (solo AT?). Me ne vengono in mente un paio, forse anche tre, ma con un notevole sforzo di meningi. Certo, se tu hai letto Frye…
            Ho parlato di cronologia per semplificare, ma Gesù (quello delle Scritture, ovviamente) faceva spesso e volentieri riferimento all’AT. Lo ha “assunto”, non scippato. Nel corso della sua breve vita, era quella “la” legge e lui stesso precisava che non aveva nessuna intenzione di cambiarla. E non voleva creare una nuova religione, poi i cristiani, seguendo lui, hanno preso tutto il pacchetto (salvo adottare canoni diversi, ma qui il discorso si fa complicato).
            Ho frequentato un corso alla Gregoriana proprio di esegesi biblica e ho scoperto che sì, certe interpretazioni erano assolutamente discutibili (per me, addirittura scandalose), ma non so se sia “colpa” degli esegeti o piuttosto degli innumerevoli passaggi da una traduzione all’altra, come credo di aver capito dal corso.

            • Guarda, non era assolutamente mia intenzione entrare nel merito di questa discussione, che se volessimo anche solo citare qualche fonte e qualche autore di rilievo rischierebbe di diventare sterminata. Volevo solo puntualizzare che Biglino non fa parte di alcuna setta. Semplicemente, è stato un traduttore di testi biblici – anche di un certo rilievo: l’incarico gli era stato dato dalle Paoline, che certo non si affidano al primo venuto – e traducendoli si è accorto di alcune cose che non corrispondono affatto a quella che è l’idea più diffusa, secondo lui creata ad hoc dai teologi. Probabilmente anche altri prima di lui avevano notato le stesse cose ma, per un motivo o per l’altro, nessuno ne aveva mai parlato. Evidentemente Biglino, a differenza dei suoi predecessori, non guarda a quelle cose attraverso la lente della fede, di conseguenza ha deciso di parlarne liberamente. Poi è diventato un fenomeno mediatico e adesso ci marcia un po’ su, ma questo non esclude che quello che dice sia davvero interessante. Penso che in fondo sia convinto – come chiunque ci ragioni su partendo da presupposti non religiosi – che fondamentalmente il Cristianesimo sia un’invenzione di Paolo di Tarso, il quale ha di molto travalicato l’idea e le intenzioni di Gesù. Su quella invenzione si sono poi innestate nel corso dei secoli le sovrastrutture cui alludi tu.

              Blake è bellissimo anche per chi non ha una fede forte com’era la sua, secondo me merita di essere letto, studiato e conosciuto, come artista grafico oltre che come poeta. Frye gli ha dedicato la sua opera principale, Fearful Symmetry (titolo tratto da un verso della più famosa delle poesie di Blake), in italiano Agghiacciante simmetria.
              Frye era un critico, ma non si è limitato a considerare le sacre scritture come opera letteraria – cosa che hanno già fatto in molti. A lui interessava la Bibbia come “grande codice” (è un’espressione di Blake), un’opera-mondo che parte dalla creazione e si conclude con la fine dei tempi (Apocalisse) passando in rassegna l’intera storia umana e generando una serie di immagini che sono entrate a far parte stabilmente della nostra vita quotidiana.
              I riferimenti alla Bibbia in quel verso di Blake sono di più, sette sono quelli più immediati, per esempio Geremia 22:29.

              • Scusa, avevo già iniziato la risposta e mi è sparita: speriamo che non ti appaia due volte.

                Parto da Blake: ho visto delle sue opere (anche se non mi sembrano grafiche), e sono rimasta particolarmente impressionata da “Un negro appeso vivo alla forca per le costole”, e sai perché? Perché, così tanto tempo prima, ha espresso lo stesso messaggio di “Strange Fruit” di Billie Holiday (canzone sulla quale, peraltro, ho tentato una traduzione mia).

                Apprezzo molto la definizione di Frye/Blake (“il “grande codice”). Se poi, dal suo punto di partenza a quello di arrivo abbia attraversato l’intera storia umana… con immagini che sono entrate nella nostra vita quotidiana, proprio non lo so e resto perplessa, ma solo perché un po’ ho studiato e imparato. Ma mi astengo da ogni giudizio.

                Perché non entrare nel merito? È una discussione interessante! Devo ammetterlo, io non conoscevo bene i metodi di Biglino, ma sin dal mio primo commento ti ho detto che li apprezzavo. Poi ho semplificato parlando di setta, ma mi devi concedere un po’ di elasticità, eh. Magari è solo un eretico, e quindi va bene. Sul fatto che lui si sia accorto ecc. ecc., sono d’accordo. Come ti ho detto, gli stessi gesuiti me lo hanno insegnato. Ma… “creata ad hoc dai teologi” per quale motivo? In che modo? Sarò ingenua…
                Su Paolo di Tarso ti do pienamente ragione. È, tra l’altro, molto più antipatico di Socrate, che già non scherza.

                La lente della fede: capisco, e condivido. Se faccio tante ricerche (linguistiche, culturali, spirituali…) è proprio perché neanche io ho quella lente. Come fenomeno mediatico, il tipo non lo conosco affatto.

                • Scusa, mi sono espresso male.

                  Blake oltre che poeta fu incisore: per questo l’ho definito “artista grafico”; certo non lo si può chiamare “pittore”.

                  La Bibbia – a prescindere da qualsiasi interpretazione, considerandone solo il contenuto – s’inizia con l’origine del mondo e si conclude con la sua fine: in questo senso (letterario e contenutistico) comprende oggettivamente l’intera parabola dell’umanità.
                  Le “immagini” (Frye parla di imagery e nella versione italiana giustamente il termine non è stato tradotto) in essa contenute sono entrate nel nostro quotidiano in varie forme, per esempio passando attraverso i testi della messa (tutti i testi liturgici cristiani sono tratti dalla Bibbia) e da lì diventando massime, proverbi, modi di dire eccetera: ce ne sono un’infinità. Restando alle immagini nude e crude basta pensare al significato che ha una croce per un cristiano.
                  Tutto questo non è opinabile: sta davanti agli occhi di tutti.

                  Perché la teologia cristiana si è appropriata dell’Antico Testamento e delle “invenzioni” di san Paolo, e ne ha ricavato dogmi e precetti e quant’altro? Mah, se uno non guarda attraverso la lente della fede, pur con tutta l’ingenuità di questo mondo, non penso che la risposta sia difficile. Dalla battaglia del Ponte Milvio in poi è sempre stata una questione di potere.

                  Biglino è diventato un fenomeno mediatico perché tutte le sue conferenze, presentazioni eccetera finiscono puntualmente in rete e hanno largo seguito: basta cercare il suo nome su YouTube per trovare una gran quantità di video dei quali è protagonista.
                  Se vuoi possiamo anche entrare nel merito e occuparcene nei dettagli, ma francamente non penso che questo blog sia il posto adatto 🙂
                  .

                  • No, certo, non volevo far “deragliare” il tuo blog, figurati, è che trovo questi temi molto interessanti e mi faccio prendere la mano.
                    Sul grande Libro che comprende tutta la storia dell’umanità avevo frainteso, anzi, letto male, e pensavo ti riferissi a Blake, ma certo è come dici tu. Non ho da opinare.
                    Sono abbastanza pratica di testi liturgici e li ho anche studiati (un po’) dal punto di vista filologico. In certi periodi a messa ci vado e mi piace ascoltarli durante tutta la funzione, specie quando il prete non la recita “a macchinetta”. Ma di solito non sono né osservante né praticante, e non ho il “dono” della Fede, sul qual avrei molto da ridire (come ho fatto in un post di unallegropessimista).
                    A Ponte Milvio aggiungerei Nicea, e sì, ovviamente la questione “trono e altare” attraversa tutta la storia degli ultimi duemila anni.
                    Ho concluso 😉

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