D’un geloso pensier gl’aspri tormenti

Domenico Zanatta (c1665 - 5 agosto 1748): Gelosia, cantata per voce e basso continuo (da Intrecci armonici diversi… opera quarta, 1696). Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; ensemble Musica Fiorita, dir. Daniela Dolci.

Dimmi, amor, qual pena sia
più maggior di gelosia
ad un cor ch’ama fedel.

Ella sparge dentro al seno
il più perfido veleno
e l’ardore più crudel.

Oh, Dio, quanto tiranna è la tua legge,
o faretrato arcero,
ingiusto è il tuo comando
se a chi vive adorando
decreti che sia il fin de’ suoi contenti
d’un geloso pensier gl’aspri tormenti.

Deh, lasciami in pace,
tiranna de’ cori,
crudel gelosia.

Quest’alma si sface
tra i rigidi ardori
di tua tirannia.

Il mio servir costante,
l’esser fedel amante
fomenta maggior fiamme al seno mio
s’ancor il mio desio
mascherando di gioia i suoi martiri
scuote a rigor di pene anco i sospiri.

Oh, Dio, che acerba pena
è il viver in catena
e aver geloso il cor.

Egl’è un sì fier martire
che l’alma fa languire
in grembo del dolor.


Intrecci armonici

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15 pensieri su “D’un geloso pensier gl’aspri tormenti

      • Giusto specificare, ma la differenza non salta… all’orecchio?
        E “artificiale” vuol dire che se parla con sua madre in cucina ha una voce diversa?
        Si potrebbe azzardare un paragone con il contralto femminile?
        Tre domande, di martedì.
        Sono rimasta incollata, più alla voce e allo strumento che al testo. Molto interessante.

        • “Artificiale” significa appunto “non naturale”: in altre parole, un falsettista artificiale deve mettere un certo impegno per ricavare dal proprio apparato fonatorio suoni che il falsettista naturale produce invece senza sforzo.
          Anche i falsettisti sono classificabili in base alla differenza di registro, per cui ci sono “sopranisti” e “contraltisti” (semplificando molto).
          Se ti piace questo tipo di vocalità ti suggerisco di cercare nel mio blog i tanti post che ho dedicato a Alfred Deller, la cui voce aveva un timbro più unico che raro.

  1. Che bella sorpresa 🙂 Grazie, Claudio. È proprio una bella cantata! Incisa sei anni fa…

    Diciamo che oggi non si usa più dire “artificiale” per le connotazioni che può sembrare di avere l’aggettivo. Comunque sì, quando parlo con mia madre in cucina (eheheh) uso la voce “modale”, o anticamente chiamata “di petto”, cioè quella con cui si parla normalmente, che nel mio caso è basso-baritono 🙂

    Diciamo che tutti fanno un certo sforzo quando cantano (i soprani non cantano certo nel registro dove parlano 😉 — ma comunque è una voce particolare, sì 🙂

    Abbracci!

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