D’un geloso pensier gl’aspri tormenti

Domenico Zanatta (c1665 - 5 agosto 1748): Gelosia, cantata per voce e basso continuo (da Intrecci armonici diversi… opera quarta, 1696). Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; ensemble Musica Fiorita, dir. Daniela Dolci.

Dimmi, amor, qual pena sia
più maggior di gelosia
ad un cor ch’ama fedel.

Ella sparge dentro al seno
il più perfido veleno
e l’ardore più crudel.

Oh, Dio, quanto tiranna è la tua legge,
o faretrato arcero,
ingiusto è il tuo comando
se a chi vive adorando
decreti che sia il fin de’ suoi contenti
d’un geloso pensier gl’aspri tormenti.

Deh, lasciami in pace,
tiranna de’ cori,
crudel gelosia.

Quest’alma si sface
tra i rigidi ardori
di tua tirannia.

Il mio servir costante,
l’esser fedel amante
fomenta maggior fiamme al seno mio
s’ancor il mio desio
mascherando di gioia i suoi martiri
scuote a rigor di pene anco i sospiri.

Oh, Dio, che acerba pena
è il viver in catena
e aver geloso il cor.

Egl’è un sì fier martire
che l’alma fa languire
in grembo del dolor.


Intrecci armonici

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