Au roi chasseur

Aosta, Giardini pubblici: monumento a Vittorio Emanuele II, opera in fusione di bronzo fine dello scultore piemontese Antonio Tortone, inaugurato domenica 4 luglio 1886 insieme con i Giardini pubblici e con la ferrovia.
«’Sti ca22i!» (Rocco Schiavone, vicequestore aggiunto d’Aosta).

47 pensieri su “Au roi chasseur

              • Era una figlia del popolo, analfabeta, voi che non cucinasse qualche manicaretto per l’uomo che amava? E lui, sanguigno, impulsivo, poco incline alle “delicatezze” della corte, se l’è tenuta accanto per tutta la vita e l’ha pure sposata, alla fine, anche se con un matrimonio morganatico, perché di lei amava la semplicità dei gesti e la buona cucina.

                • Più che verosimile.
                  Chiedo anche a te se conosci la diceria secondo la quale il vero Vittorio Emanuele II sarebbe morto infante e, per questioni di convenienza politica, fu deciso di non rivelare l’accaduto e di sostituire il bambino con un piccolo popolano.

                  • Qualcuno dei vecchi lo raccontava quando ero piccola, ma io non c’ho mai creduto. Da bambino, almeno guardando i dipinti che lo ritraggono, Vittorio Emanuele e il fratello Ferdinando si assomigliavano molto e avevano la fronte alta degli Asburgo. Del resto, se Vittorio Emanuele fosse morto, Ferdinando sarebbe stato l’erede al trono e non sarebbe stato necessario sostituire il primogenito, tenendo anche conto che Carlo Alberto non era destinato a regnare all’inizio. Comunque, secondo me assomigliava a suo nonno, almeno in certi ritratti ci sono tratti molto simili.
                    Del resto, nemmeno Vittorio Emanuele terzo assomigliava a suo padre, però aveva i tratti caratteristici dei Savoia, tenendo conto che il padre e la madre appartenevano allo stesso casato e il figlio Umberto non gli assomigliava per nulla. I matrimoni fra consanguinei nei regnanti europei hanno dato origine a figli strani, con tare famigliari, malattie varie e anche tare psichiche.

                    • Quando lavoravo in Utet conobbi insigni studiosi della storia sabauda. Un giorno, chiacchierando con uno di loro, gli chiesi se avesse qualche fondamento la famosa diceria su Vittorio Emanuele II (cioè che fosse perito infante nell’incendio della sua culla, durante l’esilio dei Carignano a Firenze, e sostituito con il figlio di un macellaio, mentre secondo la versione ufficiale il piccolo sarebbe stato salvato da una cameriera che nell’atto subì tremende ustioni e morì poco dopo). Il mio interlocutore mi rispose raccontandomi un particolare poco noto relativo a Carlo Alberto. Pare che questi fosse una persona, diciamo così, estremamente religiosa. In Portogallo, nel suo ultimo anno di vita, dedicò una parte cospicua del proprio tempo alla redazione dell’elenco di tutte le cose per cui era grato al Signore. In questo elenco, il salvataggio del figlio non c’è.
                      Ciao, Neda, a presto!

                    • Sì, Carlo Alberto era molto bigotto. Che non ringraziasse il padreterno per il salvataggio del figlio è pure ovvio, visto che non aveva mai amato il suo primogenito, così ribelle e per nulla amante degli studi. Vittorio Emanuele, ripeto, era molto simile a suo nonno, ma molto diverso dal padre, ma era sicuramente un Savoia, basterebbe andare a guardare i ritratti degli antenati di casa Savoia e degli Asburgo, per ritrovarvi le sembianze di Vittorio Emanuele e anche le “balzanità” del carattere, che si ritrovano in alcuni antenati e in vari discendenti.

                    • P.S. Anche la madre si lamentava di questo suo figlio, se fosse stato non suo, probabilmente avrebbe taciuto.
                      Ma che necessità avevano di sostituire il primogenito, visto che il secondogenito era un maschio, tra l’altro pure preferito dai genitori?

                    • In effetti non è chiaro. Comunque sia, Ferdinando, il fratello di Vittorio Emanuele, nacque due mesi dopo l’incendio della culla, e a quell’epoca era impossibile prevedere con certezza il sesso di un nascituro. L’unica cosa davvero strana in questa vicenda è che le fiamme abbiano ucciso la nutrice e lasciato incolume il bambino.

                    • Probabilmente, quando scoppiò l’incendio, altre persone si occuparono del bambino, mentre la nutrice, forse non riuscì a salvarsi.
                      Anche di notte le donne erano ricoperte di ampi abiti, se avevano preso fuoco, difficilmente sarebbe riuscita a salvarsi. Il bimbo fu tratto in salvo da qualcun altro.

                    • Scusami, c’è anche un’altra riflessione da fare, se il figlio fosse stato sostituito a loro insaputa, e loro non se ne fossero accorti, potrebbe essere più plausibile questa leggenda. Ma non si è mai visto, in nessuna casa regnante, che un primogenito del popolo avesse la possibilità di diventare un regnante con il beneplacito della casa reale (a parte il periodo napoleonico). Carlo Felice si accontenta di passare il trono a Carlo Alberto, anche se non lo può soffrire, ma è costretto a farlo non potendo fare altrimenti e Carlo Alberto non avrebbe mai dato il suo trono a chi non fosse stato della sua stirpe.
                      Ho l’impressione che alcuni “studiosi” vadano a ricercare “verità” fantasiose, più vicine alle leggende che alla vera scienza, un po’ come fa Giacobbo con le sue trasmissioni (ne ho vista una e m’è bastata), o come ciò che hanno scritto alcuni “storici” e mi riferisco a Peter Kolosimo, Charles Berlitz
                      e altri, secondo i quali ogni traccia storica può essere interpretata a proprio piacimento, senza tenere conto della realtà e del fatto che ogni ipotesi deve essere corroborata da tesi dimostrabili sotto tutti gli aspetti, non semplicemente da chiacchiere simili a pettegolezzi.

                    • Concordo pienamente (anche su Giacobbo). Probabilmente di questa diceria oggi non ci sarebbe quasi più memoria se non fosse stata a suo tempo fatta propria e diffusa da personaggi molto in vista, come per esempio Francesco Crispi. Nelle pieghe della storia è possibile trovare innumerevoli episodi strani e curiosi che possono dare spunti alla fantasia di artisti e letterati, ma che gli storici seri devono prendere con le molle.
                      Buona serata 🙂

                    • Grazie, pensavo di essere io l’anomala controcorrente. Amo la storia, ma quella basaa sulla logica dei fatti concreti.

  1. orribile. orribili i Savoia e orribile la caccia…io sono di Sampierdarena, sino al 1926 (guarda caso la data) comune a sé, poi, la Grande Genova (vabbè, lasciamo stare il ventennio). Proprio qui, durante la Rivolta di Genova nel 1849, quel bel signore lì sopra, ha dato via libera ad uno scellerato come La Marmora che ha lasciato fare le peggiori nefandezze sulla popolazione (qui eravamo-e io lo sono ancora- mazziniani). Ora si direbbe crimine contro l’umanità. I bersaglieri per più di un secolo non sono stati fatti più venire a Genova…re galantuomo un corno (per mantenermi fine…)

    • Sono propenso a credere alla storia del figlio del beccaio fiorentino…
      Comunque sia, Mazzini propugnava l’affermazione delle proprie idee anche attraverso il terrorismo bombarolo, che non è esattamente quel che si dice una politica rispettosa nei confronti della popolazione inerme…

  2. non mi sembra che Mazzini sia così come lo descrivi…però è troppo difficile parlare di argomenti così grandi in due righe sul web…chissà magari prima o poi ci incontreremo, forse quando andrò un pò in giro a presentare il mio romanzo su Saint-Just? non ti piccare con me, ho anch’io un po di sangue piemontese…ma i Savoia proprio no! buona fine settimana!

    • Ma guarda che a me i Savoia piacciono meno che a te. Fra parentesi, non è che a Torino abbiano avuto la mano leggera, quando i cittadini manifestarono contro lo spostamento della capitale a Firenze.
      Verrò volentieri alla presentazione del tuo libro se ne organizzerai una a Torino oppure a Milano, o magari anche a Genova, basta saperlo per tempo 🙂

Scrivi un commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.