Ricercata seconda

Giovanni Battista degli Antonii (24 giugno 1636 – 1698): Ricercata seconda sopra il violoncello. Alessandro Palmeri.
Si ritiene che le ricercate di G. B. degli Antonii, pubblicate a Bologna nel 1687, siano le più antiche composizioni scritte per violoncello solo.


Ricercata seconda

19 pensieri su “Ricercata seconda

        • Tranne quelli ossessivi e ripetitivi delle due tortore maledette che mi stanno rintronando le orecchie da questa mattina all’alba. Quasi quasi mi faccio una fionda…

            • No, c’è solo in atto, da mesi, una strenua lotta fra me e una coppia di tortore: loro vorrebbero fare il nido sui travetti della mia pensilina e io voglio che vadano altrove, così mi urlano dietro ogni volta che mi vedono e, ultimamente, al mattino vengono a fare cagnara davanti alla finestra della mia camera da letto. Mai incontrato bestie più testarde di queste.

                • Può essere ma non ne sono sicura.
                  Ho sempre ascoltato la musica semplicemente perché mi piaceva, senza farci troppo caso. Da quando seguo te ho incominciato a cercare di capire quello che ascolto, non solo i suoni ma anche tutto il resto: gli strumenti, la storia degli autori, i testi scritti e le note. Mi hai aperto un mondo completamente nuovo e affascinante. Ovviamente sono una neofita e da imparare ce n’è veramente tanto.

                  • Tutto quello che mi scrivi mi fa immensamente piacere, spero di essere sempre all’altezza delle tue aspettative 🙂
                    Per quanto riguarda la viola da gamba, sto lavorando a un articoletto speciale, dedicato al film (e al libro) Tutte le mattine del mondo, di cui quello strumento è fra i protagonisti.
                    A presto!

                    • Grazie, a presto.
                      In questo momento sto iniziando a ascoltare brani di musica dal tuo blog, le orecchie ascoltano, la mente si rilassa e apprende, le mani fanno altro.
                      Buona giornata e sempre grazie a te.

                    • Mi hai fatto venire in mente una cosa: quand’ero bambina, in istituto, le suore pensavano che io avessi disposizione per la musica, solo perché ero intonata e brava in matematica. Così mi iscrissero alla scuola di pianoforte e passavo un’ora, ogni pomeriggio, mentre le mie compagne giocavano in cortile, ad esercitarmi al pianoforte verticale in un’angusta stanzetta isolata, per due lunghissimi e penosissimi anni. A nove, dieci anni, credimi, era una pena, soprattutto per una ragazzina come me che venivo dalla campagna, abituata a correre scalza e ad arrampicarmi sugli alberi. All’inizio del terzo anno, incominciai a strimpellare furiosa su quei tasti e ciò che producevo era una cacofonia che cercava di imitare un po’ di jazz che avevo sentito durante le vacanze. Mi fu proibito di continuare a suonare e, io felice, chiesi di entrare nella scuola di pittura che mi piaceva di più.
                      Però mi è rimasto il piacere di ascoltare la buona musica.

                    • I miei due figli pur ascoltandola con piacere non hanno manifestato alcuna propensione per la musica, sicché io mi sono guardato bene dall’imporgliela, più che certo che avrei ottenuto un effetto diametralmente opposto. Oggi ho un ingegnere e un geologo: il più grande ascolta prevalentemente musica classica, mentre il secondo predilige una cantante pop, tal Lana Del Rey, che io trovo pizzosissima 🙄
                      Ma tant’è…

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