Dalla prima all’ultima

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Die Rheinnixen, ouverture (1864). The Gulbenkian Orchestra, dir. Michel Swierczewski.
Oltre alle operette per cui è famoso, Offenbach scrisse due opere «serie». La prima, Les Fées du Rhin, composta su libretto di Charles-Louis-Étienne Nuitter, Offenbach vivente fu rappresentata solo a Vienna nel 1864 con il titolo di Die Rheinnixen e libretto tradotto in tedesco da Alfred von Wolzogen; ma fu un allestimento poco fortunato: l’opera andò in scena in forma ridotta a causa di un’indisposizione del tenore Alois Ander, che vi avrebbe dovuto sostenere uno dei ruoli principali. La prima rappresentazione integrale, con il libretto originale francese, è del 2002.
Offenbach riutilizzò due brani delle Fées nella sua seconda e ultima opera, Les contes d’Hoffmann, rappresentata postuma nel 1881. Il più famoso dei due, lo «Chant des Elfes» citato anche nell’ouverture, diventò la barcarola («Belle nuit, ô nuit d’amour») cantata da Nicklausse e Giulietta all’inizio del IV atto, ambientato a Venezia.

Dopo il «Galop infernal» di Orphée aux enfers (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, ma potete anche riascoltarlo qui), questa barcarola è senz’altro la più celebre composizione di Offenbach. Qui è eseguita da Elīna Garanča e Anna Netrebko accompagnate dall’Orchestra filarmonica di Praga diretta da Emmanuel Villaume.

Belle nuit, ô nuit d’amour,
Souris à nos ivresses,
Nuit plus douce que le jour,
Ô belle nuit d’amour!
Le temps fuit et sans retour
Emporte nos tendresses
Loin de cet heureux séjour.
Le temps fuit sans retour.
Zéphyrs embrasés.
Versez-nous vos caresses.
Zéphyrs embrasés,
Donnez-nous vos baisers.


JO
Jacques Offenbach
20 giugno 1819 – 5 ottobre 1880
(disegno di Alexandre Laemlein, 1850. © Gallica-BnF)

21 pensieri su “Dalla prima all’ultima

    • La sua prima opera “seria”, non la prima in assoluto.
      Lo studio delle fonti ha rivelato che negli anni della maturità Offenbach rielaborò diverse melodie che risalivano alla sua gioventù, riecheggiando anche brani popolari e talvolta temi tratti da composizioni dei suoi ex insegnanti. Come diceva Picasso, i bravi artisti copiano, i grandi rubano 🙂
      Mi fa piacere che abbia apprezzato questi articoli su Offenbach, che ho pensato di scrivere proprio perché ritengo che sia un genio misconosciuto. In questi giorni ho avuto diversi problemi con il pc che mi hanno impedito di concludere la serie entro la settimana, come mi ero proposto: gli ultimi usciranno nei prossimi giorni.
      A presto!

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