Gli dèi e gli eroi, parte 2ª: gli eroi

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): La belle Hélène, ouverture. Portland Youth Philharmonic Alumni Orchestra, dir. David Hattner.
Il libretto della Belle Hélène, opéra bouffe in 3 atti, è un capolavoro di Henri Meilhac e Ludovic Halévy; l’operetta andò in scena al Théâtre des Variétés il 17 dicembre 1864.

Trama. ATTO I: le donne di Sparta si apprestano a celebrare le adònie, cerimonie funebri in onore di Adone; amore è morto, piange la bellissima sposa del re Menelao, Elena: infatti al mondo non c’è più passione. Ma è giunta notizia del «concorso di bellezza» del monte Ida, e Elena chiede informazioni in proposito al «grand’àugure di Giove» Calcante: a quanto sembra, Paride ha assegnato il pomo della vittoria a Venere, che in cambio gli ha promesso l’amore della donna più bella del mondo, e non v’è dubbio che questa sia proprio la regina di Sparta. In effetti Paride è già in città, travestito da pastore; egli incontra Elena presso il tempio di Giove, ed è un coup de foudre. I re della Grecia indicono un concorso di sciarade: sempre fingendosi un umile pastore, Paride vi partecipa e lo vince, e solo quando sta per essere incoronato da Elena rivela la propria identità, suscitando la sorpresa generale («l’homme à la pomme!»). Per favorire l’incontro del principe, raggiante di gioia, con la titubante regina, Calcante annuncia la volontà di Giove: Menelao dovrà recarsi a Creta e rimanervi per un mese.
ATTO II: il mese è trascorso, ma Elena resiste ancora a Paride; la regina confessa però a Calcante di essere disposta ad approfondire la conoscenza dell’amato almeno «in sogno», e coricandosi chiede al subdolo augure di procurarle appunto quel sogno così tanto desiderato. A togliere Calcante dall’imbarazzo provvede lo stesso Paride, che poco dopo, non appena la donna s’è addormentata, s’intrufola nell’appartamento; Calcante si allontana. Non è che un sogno, sussurra il principe all’estasiata regina: un bellissimo sogno d’amore, ripete Elena lasciandosi infine cadere fra le braccia di Paride, proprio nel momento in cui rientra Menelao… Furibondo, quest’ultimo chiama a gran voce gli altri re della Grecia e li accusa di non aver vegliato sulla virtù della regina; invitato in malo modo ad andarsene, Paride si allontana lanciando una sfida: a che pro scaldarsi tanto, se gli stessi dèi sono dalla sua parte?
ATTO III: nel centro balneare di Nauplia, ove l’intera corte si trova in villeggiatura, non è facile per Elena spiegare al gelosissimo marito che tutto ciò di cui egli la rimprovera è avvenuto in un sogno. Gli altri re fanno notare a Menelao che non è prudente, da parte sua, opporsi al volere di una dea: ma egli ribatte che non cederà mai la propria moglie, e annuncia che per risolvere la questione ha scritto a Citera chiedendo aiuto al grand’augure di Venere. Questi giunge infatti a bordo di una galera, canta una tirolese e sùbito dopo annuncia il volere della dea: Elena si recherà con lui a Citera, ove sacrificherà cento giovenche bianche; Menelao, più che soddisfatto, impone alla riluttante regina di partire. Avviene dunque l’imbarco per Citera; ma l’augure non è altri che Paride: mentre la nave si allontana, egli si toglie il travestimento e insolentisce Menelao. La guerra di Troia si farà.


Paride
Paride sul frontespizio


Finale dell’operetta: la tyrolienne di Paride e l’imbarco per Citera (visibile solo su Youtube).

Le culte de Vénus est un culte joyeux :
Je suis gai, soyez gais, il le faut, je le veux!


Jahyer e Darjou
Oreste, Paride, Elena e Calcante visti da Octave-Édouard-Jean Jahyer e Henri-Alfred Darjou (1864)

Su temi di Offenbach

Manuel Rosenthal (1904 - 2003) Gaîté parisienne, balletto su musiche di Jacques Offenbach. Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo diretto dall’autore.
Il balletto, sceneggiato da Étienne de Beaumont e coreografato da Léonide Massine, fu presentato dalla compagnia del Ballet Russe de Monte-Carlo al Théâtre de Monte-Carlo il 5 aprile 1938. Per l’orchestrazione, Rosenthal si avvalse della collaborazione di Jacques Brindejonc-Offenbach (18834 - 1956), figlio di Pépita (terzogenita di Jacques Offenbach) e Prosper Brindejonc.

  1. Ouverture (da La vie parisienne)
  2. Allegro moderato (da Mesdames de la Halle)
  3. Polka (da Le voyage dans la lune)
  4. Ländler (da Lieschen et Fritzchen)
  5. Mazurka (da La vie parisienne)
  6. Valse (da La vie parisienne)
  7. Entrée du Brésilen (da La vie parisienne)
  8. Polka (da La belle Hélène)
  9. Valse (da Orphée aux enfers)
  10. Marche (da Tromb-al-Cazar)
  11. Valse (da La vie parisienne)
  12. Entrée du Brésilien (da La vie parisienne)
  13. Valse (da Les contes d’Hoffmann)
  14. Duel (brano di Rosenthal)
  15. Valse (da La Périchole)
  16. Prelude au Can-Can (brano di Rosenthal)
  17. Can-Can Scène 1 (da Orphée aux enfers e Robinson Crusoe)
  18. Can-Can Scène 2 – Polka (da Orphée aux enfers)
  19. Can-Can Scène 3 (da La vie parisienne)
  20. Can-Can Scène 4 (da Orphée aux enfers, La vie parisienne e Les contes d’Hoffmann)

Naxos cd