Duruflé, op. 5

Maurice Duruflé (1902 - 16 giugno 1986): Suite per organo op. 5 (1932). Eric Lebrun.

I. Prélude
II. Sicilienne [7:55]
III. Toccata [14:04]


MD

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22 pensieri su “Duruflé, op. 5

  1. Difficile, certamente poco “orecchiabile”, ma interessante. L’ho ascoltata due volte, anche se non è certo la musica che preferisco è però nuova per me.

          • Ho appena finito adesso di ascoltarlo: davvero magnifico. Mi è piaciuto tantissimo e mi ha fatto scomparire l’ansia di questi ultimi giorni.
            Stranamente mi ha fatto ricordare un concerto a Karlsruhe, nel 1970. Nel novembre, per la ricorrenza del Buss- und Betentag, fui invitata alla Stadthalle (che aveva un’acustica stupenda) nella quale una mia amica era fra i coristi. Furono eseguite musiche di Beethoven (Cristo nell’orto degli ulivi) e di Kodaly, compositore che non conoscevo. Non ricordo i titoli dei brani di Kodaly, solo che era una musica corale, potente, sembrava avvolgere e penetrare nelle ossa e nei muscoli. Alla fine del concerto ero stremata e tremante. Vabbé ero pure molto giovane e molto “naif”…

            • Se la prima parte di quel concerto era dedicata all’oratorio di Beethoven, è molto probabile che nella seconda sia stato eseguito, di Kodály, lo Psalmus hungaricus, altro capolavoro.

              Lieto che ti sia piaciuto Duruflé 🙂

              • Ho sentito il pezzetto su you tube e sono andata a cercarlo anche in internet e ho letto il testo relativo al coro. Non ne sono sicura ma è probabile sia proprio quello.

                • A proposito di Karlsruhe: è una città che mi piacerebbe visitare. Ne ho avuta più di un’occasione in passato, quando andavo a trovare mia sorella e mio cognato a Saarbrücken (collaborano spesso con il corpo di ballo del locale teatro), ma diversi contrattempi mi hanno sempre impedito di realizzare il mio desiderio. In compenso ho potuto vedere le ex fonderie di Völklinger, davvero impressionanti.

                  • Negli anni settanta ci sono stata spesso. La città è costruita come un ventaglio su un emicerchio. In pratica pare sia stata sognata dal suo ideatore mentre dormiva nel bosco.
                    Si trova in una bella zona, vicino al Reno e circondata dal verde, a due passi c’è la magnifica Heidelberg, il Palatinato e la Foresta nera. Io ci sono stata per due mesi, la prima volta nel 1970, in autunno e i colori del paesaggio erano stupendi. Poi ci sono ritornata ogni anno, ma sempre in inverno, quando non lavoravo. Ho ancora degli amici là e ho anche fatto parte, per anni, della DIG (Deutsche-Italienische-Gesellschaft) quando Roesel ne era presidente. Ho dei magnifici ricordi. Non so come sia ora, l’ultima volta ci sono stata nel 1983.

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