L’infinito

L'infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.


Gaetano Braga (9 giugno 1829 - 1907): L’infinito per voce, violoncello e pianoforte. Amor Lilia Perez, mezzosoprano; Galileo Di Ilio, violoncello; Giuseppe Sabatini, pianoforte.


Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968): L’infinito per voce e pianoforte op. 22 (1921). Leonardo De Lisi, tenore; Anna Toccafondi, pianoforte.

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20 pensieri su “L’infinito

    • Buon giorno.
      Castelnuovo-Tedesco è un compositore notevole. Credo che non ci sia alcuna parentela fra lui e il cantautore: semplice omonimia, succede.
      Ma ci sono casi deplorevoli, come quello di Engelbert Humperdinck. Così si chiamava un insigne compositore tedesco tardo-romantico, autore di una bella opera fiabesca, Hänsel und Gretel (1893), tratta dai fratelli Grimm: è molto gradevole e, per quanto mi riguarda, la ricordo con affetto perché quello di Gretel fu il primo ruolo da protagonista sostenuto da mia sorella (all’epoca ancora allieva della scuola di danza) in un balletto tratto appunto dal lavoro di Humperdinck.
      Poi, nel 1965, un tal Gerry Dorsey, ventinovenne cantante britannico “dalla voce tenue e incolore” (parole di Nicolas Slonimsky), arguì che il poco successo di cui aveva goduto fino a quel momento fosse dovuto allo scarso appeal che il suo nome esercitava sulle masse e decise di procurarsi uno pseudonimo: aprì un dizionario di musica, una pagina a caso, e incappò nella voce dedicata all’autore di Hänsel und Gretel; nacque così l’Engelbert Humperdinck cantante pop di fama mondiale e dalla voce tenue e incolore 🙂

  1. Versi bellissimi, da commuovermi fino alle lacrime.
    (abbiamo visto, in mostra a Recanati, il manoscritto in cui Leopardi corresse IMMENSITA’ con INFINITA’… ma poi è tornato alla prima versione)

    • Conosco altre composizioni sul testo dell’Infinito, fra cui una di Jean Guillou (noto organista francese), ma non sono reperibili in rete. Poi c’è qualche adattamento in chiave pop, non particolarmente esaltante 🙂

  2. Interessanti entrambe. Non sapevo che la bella poesia di Leopardi fosse stata musicata.
    Noi, da ragazzine, cantavamo (così “a orecchio”) le strofe della Divina Commedia.

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