Per quattro trombe

Giacomo Antonio Perti (6 giugno 1661 - 1756): Sonata per 4 trombe, archi e basso continuo. Helmut Wobisch, I tromba; I Solisti di Zagabria, dir. Antonio Janigro (registrazione del 1972).


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18 pensieri su “Per quattro trombe

  1. Nelle fiabe, quando il principe o la principessa, o entrambi entrano trionfanti al castello dopo immani peripezie e pericolose avventure, dopo aver sconfitto il drago, il mago cattivo, dopo aver subito angherie di ogni sorta, ingiustizie senza precedenti e prove fisiche dolorosissime, ecco, quando tutto questo finisce, e il popolo acclama gli eroi, nelle fiabe si sente sempre questa musica qui!! ūüėÄ

      • Questa va bene per la scena del ballo a corte, quando la principessa si presenta come la pi√Ļ bella sconosciuta fra gli invitati e subito il principe, che √® uno un po’ tradizionalista e di indole banale, la invita a ballare. Lei ovviamente accetta, ma non spiaccica una sillaba, o perch√© √® muta, o perch√© non le √® permesso, o perch√© non sa che dire.

          • …ecco, lo sapevo… e poi ci si stupisce se le coppie ci mettevano pagine e pagine per re-incontrarsi dopo il ballo a corte, con tutti quei paletti sociali che li dividevano, e gli incantesimi e le streghe cattive ecc ecc… Comunque l’importante √® che alla fine vissero felici e contenti!

                  • Il lieto fine √® una verit√† universale, te l’ho gi√† detto; magari non in questa vita, ma il bene vince sempre (vedi Daltanious e company). ūüėÄ ūüėÄ Le fiabe guardano oltre, non si fermano alle realt√† presenti; servono anche a imparare a vedere oltre, infatti. I bambini lo capiscono meglio di tutti, ma poi se ne dimenticano e infatti crescendo diventano seri e tristi. Quelli di novanta, se posso dirlo, se lo cominciano a ricordare di nuovo verso i settantacinque, pi√Ļ o meno…

                    • Diventano seri e tristi quando apprendono infine che bene e male non sono facilmente distinguibili, quando si accorgono che il bene di uno pu√≤ essere il male di un altro e viceversa. Ma pi√Ļ tardi cominciano a dimenticarsene, o comunque non ci pensano pi√Ļ: verso i settantacinque, pi√Ļ o meno ūüôā

                    • I bambii sanno cose che gli adulti dimenticano, sanno giocarsi la vita nel modo giusto, con leggerezza, purch√© glielo si lasci fare… poi crescono, vengono soverchiati da regole, da contesti e da timori instillati con dovizia, e si spengono. La maggior parte di noi adulti sono anime spente. Nell’et√† della vecchiaia, quando tutto √® stato fatto, quando si riesce a rivedere il tutto nel suo complesso si capiscono cose che prima erano nascoste e si ritorna a pensare in quel modo speciale nel quale riescono a pensare anche i bambini. Per questo si dice che i vecchi e i bambini si somigliano molto… √® una grande verit√†, questa. In entrambi i casi sia i vecchi che i bambini, sono liberi dal giudizio; √® questo il segreto del loro mondo; non esiste il bene e non esiste il male. Esiste la vita e la vita non √® giudicabile, esattamente come la Natura, che poi sono la stessa cosa. E se non c’√® giudizio, non c’√® sofferenza emotiva, non c’√® lotta, non c’√® nulla di quello che infossa l’anima dei bambini quando sono costretti a crescere. E meno un mondo √® fatto a misura di bambino e meno √® fatto a misura degli esseri umani; pi√Ļ un mondo √® appestato di giudizio, e meno √® un vivibile.

                    • Tutto vero ūüôā
                      Detto per inciso, provo una sconfinata ammirazione per coloro che riescono a rallegrare i bambini in modo intelligente, con giochi versi racconti immagini musiche a loro misura. Purtroppo ce ne sono pochi.

                    • Prima di pensare a come sarebbe bello il mondo se fosse pi√Ļ comodo e gratificante per noi adulti, dovremmo ragionare tutti su come sarebbe meglio rendere la vita dei bambini come tu la descrivi; lo stesso vale per i vecchi, perch√© non c’√® redenzione per una specie che rinchiude i propri vecchi per toglierseli di torno, in parcheggi lugubri fatti di psicofarmaci e solitudine, che sono poi delle orribili anticamere della morte. Ci riteniamo civili, e invece abbiamo un mucchio di strada da fare ancora e in molti casi abbiamo fatto molta strada a ritroso, in tal senso. Ma chi decide sono gli adulti; i vecchi hanno poca voce, cos√¨ come i bambini… e finch√© non matureremo un amorevole rispetto per loro (che poi siamo noi), non ci sar√† vero riscatto, per nessuno.

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