Towards a pure land

Jonathan Harvey (3 maggio 1939 – 2012): …towards a pure land per orchestra (2005). Orchestre du Conservatoire de Paris e Ensemble intercontemporain, dir. Matthias Pintscher.


JH

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23 pensieri su “Towards a pure land

  1. Mi piace, trame molto ricche, complesse. La Gran Bretagna è un poco sottovalutata come terra di musica, a me pare (certo, non come esecutori, cori e orchestre!), e invece ci sono dei personaggi notevoli. Mi viene in mente ora solo Kaikhosru Shapurji Sorabji, che adoro. Allievo di Busoni, ascolto spesso il suo Opus Clavicembalisticum e ancora di più il Jardin Parfumé, un brano quasi misterico.

    Hai pubblicato qualcosa delle sue musiche nel tuo blog?

  2. Ho passato il weekend scorso con Piero Boitani. Mi ha spiegato il suo rapporto con Utet, per cui capisco il fatto che tu lo conosca.
    È stata un’esperienza bellissima. Abbiamo parlato di tutto. Avevo visitato la sua casa di campagna quattro-cinque anni fa e non ne ero rimasto impressionato. Adesso lui l’ha allargata, ha aggiunto stanze ed è adesso una reggia meravigliosa piena di biblioteche con migliaia di libri, oggetti d’antiquariato, modellini di navi (è fissato) e libri d’antiquariato. All’età di 71 anni è ancora un vulcano. Con la sinistra ordina libri su Amazon, con la destra legge un libro e contemporaneamente ti parla di Aristotele e di Platone mentre scrive una recensione. Ha letto una piccola parte, 20 pagine (il suo tempo è limitato), delle bozze del mio libro, che comunque gli ho lasciato. Il suo commento lapidario: “Scrivi bene. Hai il senso della suspense“. Certo, ha letto molto poco, ma la cosa mi ha reso felice, detto da uno che ha vinto il premio Balzan. Da qui però a dire che riuscirò a finire il romanzo, è tutto un altro discorso 😕

    • In realtà lo conosco di fama, non ho avuto occasione di incontrarlo quando lavoravo in Utet. Immagino che sia una di quelle persone che parlano di ciò che amano con parole semplici eppure efficaci, riuscendo così a rendere interessante tutto quello che dicono.
      È così che bisognerebbe scrivere 😉

  3. Ho ascoltato il tuo pezzo di Purcell. Fantastico. E l’interpretazione di Alfred Deller, sublime. Mi creerò una playlist dedicata a Purcell su Deezer. Grazie!

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