Divertimento in do maggiore

Josef Starzer (1726 – 22 aprile 1787): Divertimento in do maggiore per archi. Camerata Bern, dir. e violino solista Thomas Füri.

I. Allegro non troppo
II. Menuetto 1 & 2 [4:32]
III. Larghetto [7:07]
IV. Allegro [13:09]


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13 pensieri su “Divertimento in do maggiore

        • Con l’esperienza sono arrivato a comprendere che i musicisti che vengono ricordati a distanza anche di secoli appartengono a due categorie diverse: ci sono quelli che hanno portato al più alto livello di perfezione lo stile musicale della loro epoca (per esempio J. S. Bach) e ci sono quelli che in alcune delle proprie composizioni preannunciano quello che verrà dopo di loro (per esempio Mozart). Di tutti gli altri, di solito, rimane soltanto il nome nelle enciclopedie. Quelli che rientrano nelle prime due categorie sono considerati grandi artisti, degli altri si può dire che furono artigiani, anche grandissimi, ma privi di quel di più che li avrebbe fatti annoverare fra i geni.
          Ora, siccome ho appena citato Bach e Mozart vorrei chiederti se il Divertimento in do di Starzer ti pare davvero più moderno di questo

          e di questo

          Rispondi liberamente: non è un esame, è solo un tentativo, da parte mia, di capire meglio che cosa vuoi dire quando parli di modernità 😉
          Nel mio blog propongo l’ascolto di un po’ di tutto quanto è stato fatto in ambito musicale dalla tarda antichità a… due giorni fa. Vero è che molte composizioni precorrono appunto i tempi, quindi forse potrà sembrarti moderno anche l’Epitaffio di Sicilo :
          https://clamarcap.com/2013/09/05/finche-vivi-splendi/
          🙂

  1. pensa Claudio… stamattina a villa Borghese c’era un ragazzo che suonava (storpiandolo, con sue variazioni che non c’entravano proprio niente 😦 ) proprio la suite 1067 che hai postato… Ah che bello sentirla suonata così! Stamattina avrei preso quel tipo a calci!
    Bacio, mio salvatore!

  2. Il primo brano lo conosco e mi piace molto. Il secondo mi pare di averlo già ascoltato ma non ci giurerei.( da battutista ti direi che mi sembrano tutti uguali )in realtà come ti ho già detto ho ascoltato molta musica classica, spesso come sottofondo.
    Torniamo ai suoni moderni, questi in effetti sono due brani attuali, il secondo starebbe benissimo in un film.
    Cercherò di spiegarmi con la musica che conosco meglio.Se ascolti i pezzi originali, dal tipo di suono riconosci abbastanza facilmente l’epoca in cui è stata scritta, anni 50, anni 60, anni 70 ecc.. fino ad arrivare ai giorni nostri, ogni epoca ha i suoi suoni.
    Poi ci sono pezzi che non hanno età per qualche magia sono attuali in ogni epoca, superano in qualche modo il tempo.
    Esempio Battisti, ci sono alcune( non tutte) canzoni con arrangiamenti che ancora oggi sono attuali e non diresti scritte 30 anni fa. Battiato è un altro, Pino Daniele ecc… ma nella storia della musica ci sono varie canzoni che compiono questo miracolo.
    Così nella musica classica ci sono musiche che non hanno tempo, certo il genere è antico ma il suono no, ha un qualcosa di attuale, di moderno, come il brano di stamattina, o il pezzo di Bach perlomeno al mio sentire.
    Spero di essermi spiegato meglio, abbi pietà di me.

    • No no, ti sei spiegato benissimo. Mi hai fatto ripensare a quella volta – ero un ragazzino inesperto – che mi capitò di ascoltare l’una dopo l’altra, dalla discoteca di mio padre, la Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvořák e la Patetica di Čajkovskij: e mi sorpresi leggendo nelle note di copertina dei due lp che entrambe erano state scritte nel 1893, perché se prima mi avessero chiesto di indovinarne la data di composizione le avrei collocate almeno quarant’anni più tardi.
      (Dicevo oggi dei musicisti capaci di anticipare i tempi…)
      Tieni conto che all’epoca conoscevo principalmente musiche di autori vissuti molto tempo prima di Dvořák e Čajkovskij, da Bach (morto nel 1750) a Mozart (morto nel 1791) a Beethoven (morto nel 1827), per cui quelle sinfonie mi sembravano cose molto più vicine ai nostri tempi, non certo opere della fine dell’Ottocento.
      Rispetto ad allora, oggi sono molto più… smaliziato, quando mi succede di ascoltare un brano che non conosco (sì, può capitare ancora) di solito indovino senza troppa difficoltà a quale periodo della storia della musica risale. Come hai scritto tu, “ogni epoca ha i suoi suoni” 🙂

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