Musica per archi

Revol Samojlovič Bunin (6 aprile 1924 – 1976): Musica per archi op. 36 (1965). Orchestra da camera di Mosca, dir. Rudolf Baršaj.


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13 pensieri su “Musica per archi

    • Per dire la verità, non sono esperto di niente.
      Per quanto riguarda la musica, ne considero due tipi: quella che mia attrae e mi stimola da una parte, dall’altra quella che non mi dice nulla (se non mi deprime addirittura). In genere mi occupo della prima.

        • Immagino che per “musica classica” tu intenda tutto ciò che non è pop, rock, rap e via enumerando. Se è così, sei abbastanza vicino a definire ciò che mi interessa in ambito musicale. Tieni presente, però, che ci sono diversi musicisti “classici” che non incontrano i miei gusti.
          Insomma, come avrai capito, non amo le etichette. Con me conviene parlare di autori piuttosto che di tendenze.
          Un po’ per passione, un po’ per curiosità e un po’ anche per lavoro, nella mia ormai lunga vita mi è capitato di ascoltare tantissima musica. Ho trovato cose interessanti in ogni epoca e ho cercato di approfondirne la conoscenza.
          Questo blog dà conto dei risultati delle mie ricerche: proposte d’ascolto, senza troppe parole di contorno – se uno vuole saperne di più, troverà nel web quanto gli serve; quando mi dilungo in qualche spiegazione, si tratta sempre di osservazioni personali o comunque di informazioni che in rete non sono facilmente reperibili.
          Questo è quanto 🙂

          • Mettiamola così. io ascolto musica sempre, adoro le voci soprattutto quelle femminili,
            Ho raccolte di ogni tipo, da voci uomini, donne, gioia, tristezza e via dicendo, chiaro che esiste anche una raccolta di musiche classiche, ora per esempio il mio brano preferito è Passacaglia, Handel, Halvorsen piano. Lo ascolterei ore e ore mi mette in pace col mondo.
            Ho ascoltato molte delle tue proposte, sarò sincero ( sicuramente per la mia ignoranza) ma come dici tu non mi emozionano.
            Molto dipende anche dagli arrangiamenti, anche Passacaglia, in altre versioni non è bella ed emozionante come nella versione che ti ho detto.

            • Be’, il corso di composizione al conservatorio contempla anche lo studio della strumentazione: un bravo compositore sa come rendere più interessanti le proprie idee musicali dando loro quel “colore” che si ottiene scegliendo in modo appropriato, ma sempre secondo il gusto personale, le voci e/o gli strumenti che le dovranno eseguire.
              Tuttavia, sono convinto che per comprendere nel profondo le reali qualità di un brano si debba cercare di immaginarlo spoglio di ogni orpello, ridotto a pura essenza musicale. Una composizione che mi piace molto provo a immaginarla adattata per quartetto d’archi o, meglio ancora, per armonio: se continua a presentare motivi d’interesse vuol dire che ha sostanza, che non è solo un bell’arrangiamento.
              Ho acquisito questa consapevolezza ascoltando molta musica antica, ossia la musica composta nei secoli che precedono il Seicento (epoca in cui le indicazioni dei compositori cominciano a farsi via via più precise). Più vai indietro nel tempo e meno accurate sono, sulle partiture, le indicazioni inerenti quel “colore” di cui ho scritto prima. Spesso chi si propone di eseguire la musica antica deve in un certo senso ri-comporla; il materiale “grezzo” su cui opera è la pura essenza musicale di cui sopra.

              • Andiamo sul difficile, io ho l’idea che la musica, i quadri ecc belli piacciano sia all’esperto che al profano.
                Quando le due categorie si separano, vuol dire che c’è qualcosa che non va.
                Ora i so che tu sei un esperto, un dotto, ma se la musica classica non entra nell’anima dei più forse qualche motivo c’è.
                Forse sono folle a pensare che se oggi Mozart fosse vivo farebbe musica commerciale, e sarebbe ricchissimo?

                • L’esempio di Mozart è perfettamente calzante, se non l’avessi proposto tu l’avrei fatto io. Mozart, infatti, fu il primo compositore libero professionista della storia; come tale produsse, oltre a molte opere d’arte, anche numerosi lavori d’artigianato: questi ultimi gli garantivano (qualche volta) di che sfamarsi, le prime no.
                  Siccome l’argomento è alquanto vasto tenterò, se non ti spiace, di darti una risposta esauriente in uno dei prossimi articoli 🙂

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