Il leone d’inverno

John Barry (1933 – 30 gennaio 2011): The lion in winter, suite sinfonica dalla colonna sonora dell’omonimo film (1968) di Anthony Harvey.
Nel 1969 al film furono assegnati tre premi Oscar: a Katharine Hepburn come miglior attrice protagonista, a James Goldman per la migliore sceneggiatura non originale (tratta da un lavoro teatrale dello stesso Goldman) e, appunto, a Barry per la miglior colonna sonora.


The lion in winter

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14 pensieri su “Il leone d’inverno

  1. Un film fantastico che vedrei migliaia di volte senza stancarmi sia per la musica , bellissima, che per la presenza di due attori che meravigliosi è dire poco. Grazie carissimo e aspettami con la seconda parte del post dedicato alla sinfonia. Ultimamente ho un po’ di problemi a scrivere tanto. Ma ce la farò. Un abbraccio. Isabella

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    • Anch’io amo questo film. Negli anni 1960 la cinematografia britannica produsse molti film grandiosi che rivedo sempre volentieri; oltre al Leone d’inverno mi piace ricordare Becket e il suo re di Peter Glenville, da Anouilh, Morgan matto da legare di Karel Reisz e I seicento di Balaklava di Tony Richardson, con un cast strepitoso, senza dimenticare i film di spionaggio con Michael Caine nei panni di Harry Palmer. Ma ce ne sono tanti altri.
      Non preoccuparti, aspetto con pazienza la seconda parte dell’articolo sulla sinfonia 😉

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      • Pensa che tutti i film da te nominati li ho visti. Allora erano bellissimi anche perché il bianco e nero conferiva loro un fascino particolare. Morgan matto da legare fu un film davvero originale che mi piacque molto e poi Becket e il suo re indimenticabile con un Peter O’Toole e Burton strepitosi. Bel cinema senza tutti quegli effetti speciali che poco mi piacciono. Meglio la recitazione di grandi attori anche di teatro che hanno reso grande il cinema. Grazie Claudio. Isabella

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  2. Buon 30 gennaio!
    shera

    Amo molto il film in costume proprio ieri ho visto Maria Stuarda regina di Scozia Ebbene nonostante la bravura delle due attrici la scenografia perfetta e nonostante l’enorme somma che è costato non mi ha dato l’emozione dei film che tu hai citato.

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    • Buon 30 gennaio 🙂
      Nella storia di Maria Stuarda figura un musicista torinese, David Rizzio o Riccio, il quale, arrivato in Scozia al seguito di una missione diplomatica, divenne poi segretario e intimo confidente della regina, la qual cosa diede la stura a innumerevoli insinuazioni. Infine il consorte di Maria, lord Darnley, e il suo seguito ordirono l’assassinio di Rizzio, che fu colpito con cinquantasette pugnalate nel palazzo reale di Holyrood, a Edimburgo. Quando ripenso a questa vicenda mi viene sempre in mente un passo della Donna della domenica di Fruttero & Lucentini, dove si dice che dietro a ogni evento inquietante della storia c’è sempre un torinese 😆
      Dell’attività musicale di Rizzio non si sa molto, ma secondo alcuni studiosi sarebbe l’autore di una melodia entrata a far parte del repertorio tradizionale scozzese e diventata famosissima in tutto il mondo: Auld lang syne.

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