Campane tutto il giorno

Giulio Castagnoli (22 novembre 1959): Cloches en noir et blanc per flauto, clarinetto, corno, percussioni, sintetizzatore, pianoforte, violino e violoncello (1991). Divertimento Ensemble.

I. Cloches le matin dans le brouillard
II. Cloches à midi
III. Cloches d’un temple, le soir
IV. Cloches et étoiles


Ugo Nespolo: Giulio come Casella come Casorati, 2016

Ugo Nespolo: Giulio come Casella come Casorati (2016)

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14 pensieri su “Campane tutto il giorno

    • Ma, vedi, fin dall’inizio della sua attività questo compositore non ha mai cercato di scrivere musica “gradevole”. A Giulio Castagnoli (l’ho conosciuto di persona, eravamo compagni di corso nella classe di composizione di Ruggero Maghini al Conservatorio di Torino) interessano altre cose: soprattutto in opere come questa risalta la sperimentazione sugli effetti sonori, sul timbro, sui diversi stati del suono. Capisco che possa non piacere, e se non piace non mi scandalizzo. Però, ripeto, l’interesse che può suscitare questa musica va ben al di là della sua gradevolezza o sgradevolezza. Se vuoi comprendere il significato di una composizione musicale – ma vale per qualsiasi forma di espressione artistica – dovresti sempre incominciare con il chiederti a quali esigenze l’autore ha cercato di rispondere, che cosa ha voluto comunicare. Mi pongo sempre questo problema anche con la musica del passato, anche con quella che sembra più “facile”. Gradevole o no, l’importante è che la musica mi dica qualcosa.
      Ciao 🙂

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  1. Anch’io non ho una grande cultura musicale, tuttavia ho apprezzato questa musica, per o motivi che cercherò di esprimere sommariamente e del tutto indegnamente qui:
    mi sembra adatta a creare un clima sospeso di attesa;
    mi pare che sottolinei attraverso il suono cupo e ricorrente di una campana il tempo che passa e che trascina con sé suoni e rumori della nostra vita, o della vita di un luogo (una città, una fabbrica, un ambiente di lavoro) che non sono necessariamente armonici, ma che continuamente ci circondano, talvolta ossessivamente;
    evita la retorica delle campane a festa, che a dire il vero non sono più presenti da tempo nella nostra vita, ma non erano presenti neppure ai tempi di Puccini: mi è venuto in mente, sia pure nella grande diversità, il risveglio rumoroso di Roma all’inizio dell’ultimo atto della Tosca. Scusa il mio linguaggio approssimativo e davvero poco tecnico, Claudio, ma non so davvero esprimere meglio le mie sensazioni, soprattutto a quest’ora!

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  2. La mia cultura musicale è molto ridotta, lo dico onestamente, non posso giudicare, ma a differenza di altre composizioni del genere che non mi sono piaciute, in questa trovo qualcosa che invece mi piace molto, in alcuni tratti mi coinvolge emotivamente…mha!

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