Wind Horse

Pauline Oliveros (30 maggio 1932 – 2016): Wind Horse per coro (1989). Holy Cross College Choir, dir. David Harris.
Nella tradizione tibetana, il «cavallo del vento» (lung-ta) rappresenta un principio vitale affine al qi cinese e al prana indiano; raffigurato al centro delle bandiere di preghiera, porta tre gioielli in fiamme (ratna): il cavallo è il simbolo della velocità e della trasformazione della sfortuna in buona fortuna, i tre gioielli simboleggiano il Buddha, il Dharma e il Sangha, ovvero i tre pilastri della filosofia buddhista.
Pauline Oliveros usa un mandala del cavallo del vento come una sorta di mappa sulla quale il brano viene preparato e eseguito.


Opus 193


Joachim Raff (27 maggio 1822 – 1882): Concerto n. 1 in re minore per violoncello e orchestra op. 193 (1874). Daniel Müller-Schott, violoncello; Bamberger Symphoniker, dir. Hans Stadlmair.

I. Allegro
II. Larghetto [9:32]
III: Finale: Vivace [16:40]


Suite giapponese


Gustav Holst (1874 – 25 maggio 1934): Japanese Suite per orchestra op. 33 (1915). Ulster Orchestra, dir. JoAnn Falletta.

I. Prelude: Song of the fisherman
II. Ceremonial Dance [a 2:30]
III. Dance of the marionette [a 4:04]
IV. Interlude: Song of the fisherman [a 5:43]
V. Dance under the cherry tree [a 6:30]
VI. Finale: Dance of the wolves [a 8:30]