Vivo in doglie e moro in pene

Agostino Steffani (1655 – 12 febbraio 1728): Placidissime catene, duetto da camera (1699). Carolyn Watkinson, mezzosoprano; Paul Esswood, controtenore; Wouter Möller, violoncello; Alan Curtis, clavicembalo.

Placidissime catene,
rallentarvi è crudeltà.
Ha perduto ogni suo bene
chi ritorna in libertà.
Vivo in doglie e moro in pene
se i miei lacci Amor disfà.

Affanni, pene e guai
voi non farete mai
ch’io mi disciolga, no!
Amor, fa’ quanto sai:
dalla prigion ch’amai
mai, mai non fuggirò.


Placidissime catene

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