La tua gioia, il mio diletto (dal faggio al pin)

Stefano Landi (1587-28 ottobre 1639): Augellin (da Arie a una voce e basso continuo, 1620). Marco Beasley, voce; ensemble L’Arpeggiata, dir. Christina Pluhar.

Augellin
Che ’l tuo amor
Segui ogn’hor
Dal faggio al pin
E spiegando i bei concenti
Vai temprando
Col tuo canto i miei lamenti.

Il mio Sol
Troppo fier,
Troppo altier,
Del mio gran duol.
Clori amata, Clori bella,
M’odia, ingrata,
A’ miei prieghi empia e rubella.

[Fa che si’
Crudo men
Quel bel sen
Che mi ferì,
E con l’aura del tuo canto,
Dolce e varia,
Fa ’l suo cor pietoso alquanto.]

Non sia più
Cruda, no,
Morirò
S’ella è qual fu;
Taci, taci, ché già pia
Porge i baci
Al mio labro l’alba mia.

Sol pietà
Spira il sen
Né ritien
Più crudeltà,
Lieti affanni, dolci pene,
Cari danni
Del mio Sole, del mio bene.

Segui, augel,
Né sdegnar
Di formar
Canto novel;
Fuor del seno amorosetto
Mostra a pieno
La tua gioia, il mio diletto.


Landi, Augellin