Minuetti

Charles Dieupart (1667-1740): Menuet, n. 6 della Suite in fa minore per flauto o violino e basso continuo (1701). Il Giardino Armonico, dir. Giovanni Antonini. Coreografia: Musica et Saltatoria.



Schubert: Minuetto in do diesis minore D 600 (1814), eseguito insieme con il Trio in mi maggiore D 610.


Scene tratte dal film di Roman Polański Per favore, non mordermi sul collo! (The Fearless Vampire Killers, 1967). La musica è di Krzysztof Komeda (pseudonimo di Krzysztof Trzciński, 1931-1969), il quale compose le colonne sonore di altri due film di Polański, Il coltello nell’acqua (1962) e Rosemary’s Baby (1968). Coreografia di Tutte Lemkow (1918-1991).


The Fearless Vampire Killers

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5 pensieri su “Minuetti

  1. Ho rivisto da non molto tempo (col proposito di recensirlo, se fosse durata la penuria nelle sale), quella meraviglia che è “Il coltello nell’acqua”, eccezionale film d’esordio di Polanski. Non avevo badato all’autore della colonna sonora. Grazie dell’informazione. Se, come temo, il mese di Natale sarà prevalentemente dedicato ai cine-panettoni e ai cartoni per famiglie, tornerò a occuparmi di questo mio amatissimo regista, che mi attrae molto, ma che mi fa stare anche abbastanza male, per la tensione continua a cui ti sottopone, anche nelle commedie come questa, per altro molto divertente.

  2. Ora danzo il minuetto.
    Con chi lo sto ballando?
    Uno specchio me lo dirà. 😉
    gb

    Bel post davvero, Claudio 🙂
    Grande grande Polański.
    Nella scena del minuetto del suo film indimenticabile tutto si intreccia alla perfezione con un’ironia incredibile… anche il dialogo.

  3. Bello aver ritrovato il minuetto di “Per favore, non mordermi sul collo”… Non so se si possa definire un pezzo neo-classico (non ho mai approfondito le musiche nel ‘900) o una semplice colonna sonora stilizzata, ma è davvero un pezzo elegantemente composto.

  4. Curiosissimo poi il minuetto di Schubert, già lontano dalla grazia settecentesca propria di questa danza, ma bizzarramente memore dei ritmi barocchi (tanto da ricordare un mottetto a più voci), salvo cambiare pelle e faccia nel Trio carrillonesco e al contempo personale. Chissà se si tratta di un caso o se Schubert abbia riportato (e se sì, consciamente o inconsciamente?) in superficie una scansione ritmica del passato.

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