Je te veux – Satie 150

Alcune diverse interpretazioni di Je te veux, valse chantée composta probabilmente nel 1897 da Erik Satie (17 maggio 1866-1925) su testo di Henry Pacory:

J’ai compris ta détresse,
Cher amoureux,
Et je cède à tes vœux:
Fais de moi ta maîtresse.
Loin de nous la sagesse,
Plus de tristesse,
J’aspire à l’instant précieux
Où nous serons heureux:
Je te veux.

Je n’ai pas de regrets
Et je n’ai qu’une envie:
Près de toi là tout près
Vivre toute ma vie.
Que mon corps soit le tien,
Que ta lèvre soit mienne,
Que ton coeur soit le mien
Et que toute ma chair soit tienne.

J’ai compris ta détresse…

Oui, je vois dans tes yeux
La divine promesse
Que ton coeur amoureux
Vient chercher ma caresse.
Enlacés pour toujours,
Brûlant des mêmes flammes
Dans un rêve d’amour
Nous échangerons nos deux âmes.

J’ai compris ta détresse…



Jessye Norman, soprano, con accompagnamento di pianoforte.



Patricia Petibon, soprano, accompagnata da violoncello e pianoforte.



Measha Brueggergosman, soprano, con orchestra (strumentazione di William Bolcom).



Versione per pianoforte solo, eseguita da Pascal Rogé.


Je te veux, 1a edizione (1902)

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13 pensieri su “Je te veux – Satie 150

  1. « Sai, bisognerebbe creare della musica d’arredamento, cioè una musica che facesse parte dei rumori dell’ambiente in cui viene diffusa, che ne tenesse conto. Dovrebbe essere melodiosa, in modo da coprire il suono metallico dei coltelli e delle forchette senza pero’ cancellarlo completamente, senza imporsi troppo. Riempirebbe i silenzi, a volte imbarazzanti, dei commensali. Risparmierebbe il solito scambio di banalità. Inoltre, neutralizzerebbe i rumori della strada che penetrano indiscretamente dall’esterno”

    Concordo in pieno con quanto diceva seduto ad un caffè col pittore Leger…

    e mi piace tantiiiiiiiiiiiiiiissimo!

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  2. Mi piace molto il pezzo, ma mi convince poco la Petibon, soprattutto verso il terzo minuto del filmato (2’55per essere precisa). Conoscendo tuttavia la mia scarsa competenza in merito, ti chiedo se l’impressione sia solo mia o se sia condivisa da qualcun altro 🙂 .

    Liked by 1 persona

  3. Bello tutto il post.
    Ho apprezzato tanto le differenze tra ogni interpretazione.
    Devo dire che la versione che ho sentita più mia è quella suonata dal grande Pascal Rogé. La sto danzando.

    Grazie, Claudio
    🙂
    gb

    Liked by 1 persona

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