Enciclopedie III

Deumm, dorso del I volume delle BiografieOgni libro è un mondo, indipendentemente dal suo contenuto, si tratti di narrativa o di poesia, di un saggio o di un’opera di consultazione. Fra i molti libri che in qualche modo hanno segnato la mia esistenza, fondamentali sono state alcune enci­clo­pedie edite dalla Utet. La prima, in ordine di tempo, fu Il Tesoro del ragazzo italiano; l’ultima, di pochi anni fa, s’intitola La Cultura Italiana.
Ma la più importante, per me, è il DEUMM.

DEUMM è un acronimo che sta per
  Dizionario
  Enciclopedico
  Universale della
  Musica e dei
  Muscisti.

La «fabbrica del DEUMM» durò trent’anni: dal 1975, quando il dizionario fu concepito e messo in cantiere, al 2005, quan­do ne venne pubblicato il ventiduesimo e ultimo volume.
Il progetto originale — lo si deve a Alberto Basso, musico­logo insigne — contemplava soltanto otto volumi, suddivisi in due sezioni: Il Lessico, quattro volumi dedicati alla teoria e alla storia della musica, considerata in un’amplissima va­rietà di aspetti; e Le Biografie, altri quattro volumi per dar conto della vita e delle opere di musicisti di ogni tempo e Paese.
Nel corso della lavorazione il materiale relativo alle Bio­grafie crebbe in maniera esponenziale, tanto che infine i volumi della seconda sezione diventarono otto, e a questi si aggiunsero poi due supplementi, pubblicati rispettivamente nel 1990 e nel 2004.
Alla fine degli anni ’90 il DEUMM venne arricchito di una terza sezione, intitolata I titoli e i personaggi, comprendente in tutto tre volumi. La quarta e ultima parte vide la luce fra il 2004 e il 2005: consiste in una Storia della musica in quattro tomi, completata da una Cronologia che, da sola, occupa un intero volume.

Avevo da poco compiuto ventitré anni quando entrai a far parte della Redazione del dizionario di musica della Utet (il nome definitivo fu scelto qualche tempo dopo). Era il 1° marzo del 1979: non potevo immaginare che a quel lavoro avrei poi dedicato una cospicua parte della mia vita, ma ero pienamente consapevole del fatto che mi era stata data l’opportunità di contribuire, nel mio piccolo, alla creazione di qualcosa di importante.
Ecco, la «fabbrica del DEUMM»: potrà mai suscitare inte­res­se la storia della nascita di una grande opera enciclopedica, oggi che l’èra delle enciclopedie (almeno quelle su carta) s’è definitivamente chiusa? Forse sì, lo spero, perché ho pen­sa­to di raccontarla. Prossimamente su queste scene.

Annunci