Falsi celebri


L’articolo di oggi, piccolo omaggio a Umberto Eco, prende in esame alcuni apocrifi di successo ūüôā


Remo Giazotto (1910-1998): Adagio in sol minore per archi e basso continuo (1957) noto come Adagio di Albinoni. Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.
Compositore e musicologo, Giazotto compil√≤ fra l’altro il catalogo sistematico delle opere di Tomaso Albinoni (1671-1751). Nel 1958 diede alle stampe l’Adagio attribuendone la paternit√† al maestro veneziano: si tratterebbe di una sonata a tre della quale sopravvivono soltanto il basso numerato e due frammenti della parte del I violino, dallo stesso Giazotto rinvenuti manoscritti nella S√§chsische Landesbibliothek di Dresda. ¬ęL’elaboratore ha proceduto alla realizzazione del basso numerato superstite sul quale, avvalendosi di due episodi melodici (sei battute in tutto), ha creato e disposto un nesso narrativo che aderisse con assoluta fedelt√† al tessuto armonico che il basso numerato originale suggeriva¬Ľ, spieg√≤ lo studioso romano. Dopo la morte del quale, per√≤, si √® appurato che la Biblioteca di Dresda non conserva alcun frammento corrispondente alla descrizione, ragion per cui si ritiene che l’Adagio sia interamente opera di Remo Giazotto.


Ludwig NohlLudwig van Beethoven (1770-1827) o Ludwig Nohl (1831-1885): F√ľr Elise (1810?). Ivo Pogorelich, pianoforte.
La composizione oggi universalmente nota con il titolo F√ľr Elise (Per Elisa) fu scoperta quarant’anni dopo la morte di Beethoven, nel 1867, a Monaco, presso una collezione privata, dallo studioso e scrittore tedesco Ludwig Nohl (nel ritrattino qui a sinistra). Il manoscritto, oggi perduto, secondo la testimonianza di Nohl era datato 27 aprile 1810. Ci si √® a lungo interrogati sull’identit√† della dedicataria: poich√© non risulta che Beethoven conoscesse di persona una Elise, l’opinione pi√Ļ diffusa √® che il nome riportato sulla partitura fosse in realt√† Therese (ossia Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza, amata da Beethoven) e che Nohl abbia mal interpretato la grafia del compositore.
Il brano √® incluso nel catalogo beethoveniano come n. 59 dei Werke ohne Opuszahl (WoO = composizioni senza numero d’opus). Ma, dopo accurati studi, il musicologo italiano Luca Chiantore (vedere qui) √® giunto alla conclusione che Per Elisa non sia di Beethoven: il vero autore sarebbe lo stesso Nohl.
In ogni caso, pare di poter escludere che Beethoven abbia ¬ędedicato una celebre composizione per pianoforte¬Ľ a una donna di nome Elisa…


Autore non identificato: Valzer in mi bemolle maggiore, attribuito a Fryderyk Chopin. Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte.
Di questa composizione ‚Äď per la verit√† simile pi√Ļ a un L√§ndler che a un valzer ‚Äď l’unica copia manoscritta di cui abbiamo notizia si trovava nell’album personale di Emilia Elsner (figlia di uno dei maestri di Chopin), ove per√≤ non era riportato il nome del suo autore; l’album, che conteneva alcuni brani certamente di Chopin, √® andato perduto, ma era stato esaminato alla fine dell’Ottocento dal letterato e musicografo polacco Ferdynand Hoesick, il quale ne pubblic√≤ il contenuto in un volume di supplemento all’edizione Breitkopf & H√§rtel delle opere complete chopiniane (Lipsia, 1902). Il Valzer in mi bemolle, a ben vedere, non ha assolutamente nulla dello stile di Chopin: opinione di diversi studiosi √® che l’attribuzione al maestro polacco debba considerarsi una svista di Hoesick.


Johann Peter Kellner? (1705-1772): Toccata e Fuga in re minore per organo, attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 565). Michel Chapuis, organo.
Della questione si parlava gi√† all’inizio degli anni 1980: ¬ęla composizione organistica nota come Toccata e fuga in re minore, n. 565 del Bach-Werke-Verzeichnis di Wolfgang Schmieder, √® opera di Johann Sebastian Bach?¬Ľ si chiedevano, fra gli altri, Peter Williams (BWV 565: A toccata in D minor for organ by J.S.Bach?, in ¬ęEarly Music¬Ľ 9/3, 1981) e David Humphreys (The D minor Toccata BWV 565, ibid. 10/2, 1982). La discussione √® tuttora viva, ma √® assai probabile che nelle prossime edizioni del catalogo bachiano dovremo andare a cercare il numero 565 fra le opere spurie.
Riassumendo:

  • Il pi√Ļ antico manoscritto noto della Toccata e fuga √® una copia eseguita da Johann Ringk (1717-1778), allievo di un allievo di Bach. Studiando il documento, Williams √® giunto a questa con¬≠clusione: non si tratta di un’opera originale, bens√¨ della trascrizione di un brano ori¬≠gi¬≠na¬≠ria¬≠mente concepito per violino solo.

  • Humphreys ha attribuito il brano a Johann Peter Kellner, allievo di Bach intorno al 1729 e maestro di Ringk.

  • Bernhard Billeter ritiene invece che si tratti di un adattamento di un brano clavicembalistico (Bachs Toccata und Fuge d-moll f√ľr Orgel BWV 565 ‚Äď ein Cembalowerk?, in ¬ęDie Musik¬≠forschung¬Ľ 50/1, 1997).

  • Nel 1995 Rolf Dietrich Claus ha pubblicato uno studio (Zur Echtheit von Toccata und Fuge d-moll BWV 565, Colonia, Verlag Dohr) nel quale sostiene che la composizione, di probabile origine violinistica, non pu√≤ essere un’opera giovanile di Bach ‚Äď come si era sempre pensato, ritenendo di poter cos√¨ giustificare le sue molte incongruenze ‚Äď e giunge alla conclusione che debba essere attribuita a un compositore della generazione dei figli di Bach. Nella 2¬™ edizione ampliata (1999) Claus risponde punto per punto a coloro che avevano criticato e confutato le sue tesi.

  • Nel 2000 Stephan Emele presenta una dissertazione dedicata a Kellner (Ein Beispiel der mitteldeutschen Orgelkunst des 18. Jahrhunderts: Johann Peter Kellner), considerato quale probabile autore della Toccata e fuga in re minore. L’analisi stilistica √® dettagliata e abbastanza convincente (si veda il sito della Johann-Peter-Kellner-Gesellschaft).

  • Nel 2005 Eric Lewin Altschuler ipotizza che tanto la Toccata e Fuga BWV 565 quanto la Ciaccona della Seconda Partita per violino BWV 1004 potessero essere in origine brani per liuto (Were Bach’s Toccata and Fugue BWV565 and the Ciaccona from BWV1004 Lute Pieces?, in ¬ęThe Musical Times¬Ľ 146/1893).

Penso che chiunque abbia un po’ di dimestichezza con le composizioni del Kantor di Lipsia difficilmente potr√† trovarsi in totale disaccordo con gli studiosi sopra menzionati: BWV 565 non sembra essere di Bach; la magniloquenza fine a s√© stessa, l’elementare semplicit√† dell’armonia, l’inconsistenza del contrappunto sono rivelatrici. Il vero Bach √® altrove.

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15 pensieri su “Falsi celebri

  1. Bellissimo questo post che, facendo il punto sull’attribuzione di alcuni celebri pezzi musicali, ci informa in modo divertente che si tratta di quattro probabili falsi d’autore. Un bellissimo modo per ammiccare alla colta leggerezza dello scrittore e dello studioso che ci ha lasciati: un bell’omaggio che gli sarebbe certamente piaciuto. Grazie, Claudio.

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  2. Del Valzer- L√§ndler di Chopin proprio non lo sapevo.. Grazie carissimo, post davvero gustoso. La simpatia che suscita il maestro Giazotto e la sua bravura , considerando l’indiscutibile bellezza del falso Albinoni, spinge alla curiosit√† su quali altri pezzi abbia scritto.. Conosci altre musiche giazottiane ? Oggi quasi tutte le partiture dell’Adagio riportano in calce Giazotto-Albinoni. Tra l’altro √® tra i pezzi pi√Ļ venduti di Musica Classica, come del resto Per Elisa e la Toccata e Fuga in re minore del resto… Un abbraccio. Grazie !!!

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  3. C’√® la tua cultura unita alla tua ironia, splendida accoppiata in questo tuo post che ho apprezzato e gustato.
    Interessantissimo tutto quello che tu hai esposto in termini così chiari (la semplicità vera e chiara è un tuo merito nello scrivere).
    “Il vero Bach √® altrove.” ūüėČ

    Bell’omaggio il tuo al grande Umberto Eco con quel suo particolare sguardo sul mondo, con quella sua leggerezza apparentemente svagata.

    Grazie, Claudio.
    E’ sempre bello apprendere qualcosa da te.
    gb

    L’ “Adagiazotto di Albinoni” ūüôā

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    • Notevole quanto basta per trarre in inganno gli appassionati di musica per centocinquant’anni ūüôā
      Comunque sia, Nohl fu un musicologo/musicografo di fama: i suoi libri di argomento musicale ebbero molto successo ai suoi tempi e vennero pi√Ļ volte ristampati.

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  4. Cio√®, io sbavo da anni dietro a un’opera di questo Kellner? Ebbene: continuer√≤ ūüôā
    Quanto alla Ciaccona, che mi piace pi√Ļ alla chitarra che al violino, lessi che la prima trascrizione, di Segovia, attir√≤ le critiche di diversi puristi, evidentemente pi√Ļ realisti del re.

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