Furtwängler compositore


Wilhelm Furtwängler (25 gennaio 1886-1954): Sinfonia n. 2 in mi minore (1944). Chicago Symphony Orchestra, dir. Daniel Barenboim.

I. Assai moderato
II. Andante semplice [a 23:06]
III. Un poco moderato [a 36:04]
IV. Langsam – Allmahlich vorwärts – Allegro molto [a 51:51]


Wilhelm Furtwängler

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17 pensieri su “Furtwängler compositore

  1. Non ho mai avuto grande simpatia per questo grande direttore d’orchestra, soprattuto per i suoi rapporti col nazismo, molto ambigui e perciò tuttora oggetto di discussione e di controversie. Non lo conoscevo come musicista (in fatto di musica sono un po’ ignorante, come avrai capito), perciò ti ringrazio di averlo proposto.

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  2. Mi spiace deluderti, Claudio, ma l’uscita del film avvenne in un periodo della mia vita molto duro e difficile perché gravissimi problemi personali e soprattutto familiari mi avevano tenuto per qualche tempo lontana dalle sale. Mi procurerò sicuramente il DVD, che ho visto ancora in vendita, almeno sul web e ti farò sapere. Conosco il regista, tuttavia, perché avevo visto Mephisto, che mi era molto piaciuto, più o meno sullo stesso tema, anche se non direttamente incentrato sul musicista in questione. Ti ringrazio per avermi ricordato quel film che mi auguro di trovare al più presto! 😉

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    • Aspetto la tua recensione, Laulilla cara.
      Sei sempre così sensibile e attenta.
      Io ri_vedrò il film che ricordo, ma ogni volta scopro sempre qualcosa di “nuovo”.
      Un sorriso per te
      gb
      Concordo con quello che scrive Claudio su questa opera di István Szabó.

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  3. Ho appena visto questo film, che non credo di aver tempo per recensire sul blog. Lascio, perciò, qui, se non hai nulla in contrario, le mie impressioni “a caldo”. In termini generali, mi pare che il regista ponga la questione in modo discutibile: perciò mi è parso alquanto deludente rispetto al precedente Mephisto. E’ evidente che se da una parte la sceneggiatura presenta l’arroganza insostenibile di un ufficiale americano, con la sua rozzezza mercantile e dall’altra la mitezza educata di un intellettuale raffinato che è vissuto d’arte, soprattutto, oltre che d’amore per il proprio paese e per le donne, ricco della sua cultura e della sua sostanziale purezza, pone gli spettatori davanti a una situazione in cui non possono che stare dalla parte del secondo. Il film, secondo me, infatti, non affronta il problema più importante che non è quello della libertà dell’artista dalla politica, ma quello dei rapporti degli intellettuali col potere, questione molto antica, ma che si ripropone nella prima metà del ‘900 e non solo in Germania e non solo per i musicisti. Penso alle Considerazioni di un impolitico di Thomas Mann (1918), da cui molti intellettuali tedeschi, forse lo stesso Furtwängler (stando a quello che dice nel film) furono influenzati, ma da cui, con l’avvento del nazismo, sia pure dopo le iniziali incertezze, lo stesso Mann si allontanò, scegliendo l’esilio. Un regime dittatoriale e pervasivo, come quello nazista, aveva il massimo interesse a usare, come fece, gli intellettuali “liberi”, non attivi politicamente nel partito nazista, come fiore all’occhiello, richiamo per la parte della popolazione più sensibile ai valori della cultura tedesca tradizionale e dei suoi “valori”. I miei dubbi sull’uomo permangono, pertanto. Probabilmente è un mio difetto! Grazie dell’ospitalità per questo lungo commento!

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  4. Sono di nuovo qui, infatti, 🙂 per due precisazioni (hai capito perché ogni recensione per me è un lavoro lunghissimo? Non finisco mai di pensarci!)
    La prima: ho ripetuto per due volte di seguito la parola valori, ma la seconda volta, fra le virgolette, avrei dovuto scrivere SPECIFICITA’: …”più sensibile ai valori della cultura tedesca tradizionale e della sua specificità”, che è precisamente il concetto delle considerazioni di Mann.
    La seconda:
    a proposito dei regimi dittatoriali pervasivi e dell’uso strumentale degli intellettuali: l’atteggiamento dell’ufficiale sovietico ne è la riprova: anche per Stalin il Maestro sarebbe stato un bel fiore all’occhiello, da esibire come strumento di consenso!
    Buona notte!

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