Bella è la tua luce sulle frange del cielo


Coltivare una grande passione per l’antico Egitto è inevitabile se sei di Torino e ti piace la storia: come certo saprete, la mia città ospita un Museo egizio che dicono secondo solo a quello del Cairo. Recentemente rinnovato e ampliato, è una delle meraviglie per cui vale la pena di venire a visitare il capoluogo subalpino.

Oltre alla frequentazione del Museo, una cosa che contribuì, quand’ero ragazzo, a accrescere il mio interesse per l’Egitto dei faraoni è – sembrerà strano – un fumetto, la cui prima pubblicazione risale al 1950. Si tratta in verità di una straordinaria opera di fantasia, poggiata però su solide basi storiche, che ha come protagonisti il professor Mortimer e il capitano Blake, personaggi creati dal belga Edgar P. Jacobs: si intitola Le Mystère de la Grande Pyramide e racconta una storia davvero affascinante.

Le Mystère de la Grande Pyramide 1

Tutto s’inizia con il ritrovamento di un frammento di papiro contenente un brano della storia d’Egitto scritta in greco da Manetone (sec. III a.C.): vi si parla della Piramide di Cheope, all’interno della quale v’è una camera segreta contenente un tesoro e le spoglie mortali di uno dei più grandi personaggi dell’Antichità, il faraone «eretico» Akhenaton. Come mai si trovano nella Grande Piramide? E chi ve le ha portate? Il mistero non può non appassionare il professor Philip Mortimer, specialista in fisica nucleare con il pallino dell’archeologia, il quale non lascia nulla di intentato per risolvere l’enigma.
La vicenda è ricca di sorprese e di colpi di scena, ed è narrata con autentico amore da Jacobs, autore noto per la precisione quasi maniacale con cui curava anche i dettagli. Più che storie a fumetti, le sue creazioni potrebbero definirsi romanzi illustrati, poiché i testi vi hanno uno spazio e un rilievo cospicui. In gioventù Jacobs era stato anche un cantante lirico, un baritono: attribuiva alla sua profonda conoscenza dei più famosi e celebrati libretti d’opera la facilità con cui sapeva elaborare trame avvincenti e emozionanti.

Le Mystère de la Grande Pyramide 1

Tutto questo m’è tornato alla mente questa mattina, quando l’amica Poetella ha attirato la mia attenzione sopra un articolo che parla di sepolture celate all’interno di altre sepolture: si tratterebbe della tomba di Nefertiti, moglie di Akhenaton, che forse si trova dietro quella, famosissima, di Tutankhamon. Un po’ come quella di Akhenaton, occultata nella piramide di Cheope, insomma…

Il titolo del presente articolo è costituito dall’incipit dell’Inno a Aton, scritto dal grande faraone che tentò (invano) di imporre il monoteismo ai suoi sudditi.

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11 pensieri su “Bella è la tua luce sulle frange del cielo

  1. Valeva la pena aspettare. Oh sì.
    Tu sai far giungere i tuoi ricordi in un modo tuo unico che a me piace molto.
    Si può rintracciare ancora “Le Mystère de la Grande Pyramide”?
    Il Museo egizio di Torino è splendido.
    Voglio tornarci.
    _Torino va visitata per molto altro comunque_
    Torino, per me, è, poi, legata all’amore di mio padre per la tua città, Claudio. Mio breve ricordo.

    Grazie, amico mio.
    🙂
    gb

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  2. Da grande appasssionato della civiltà egizia, sono felice di come è disposto il nuovo museo egizio, comprese le istallazioni scenografiche del maestro Ferretti che per fortuna non sono state toccate. La cappella di Maia ha avuto una degna collocazione e splende nella sua bellezza. Un caro saluto si potrebbe parlare per ore.

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