Enciclopedie I

Il Tesoro, copertina

Prima tappa di un viaggio nostalgico-sentimentale nel mondo dei libri più importanti della mia vita: le enciclopedie.

Questa è la copertina della mia prima: mi capitò fra le mani più di mezzo secolo fa (ero un bambino), ma la pubblicazione risale agli anni intorno alla seconda guerra mondiale. Otto volumi di quasi ottocento pagine ciascuno, ricchissimi di cose interessanti, testi ben scritti, illustrazioni affascinanti, giochi divertenti. Ho avuto modo di consultare varie altre enciclopedie per ragazzi, ma nessuna può essere paragonata al Tesoro, per la ricchezza e la varietà del materiale proposto e per la cura con cui l’opera fu realizzata.
Non per caso ha conservato il proprio posto nella mia libreria, e non è solo con il rimpianto per la giovinezza ormai lontana che mi succede di sfogliarla ancora 🙂

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14 pensieri su “Enciclopedie I

      • Si e’ vero, probabilmente perché prima scrivevano in pochi, solo quelli che sapevano farlo e che avevano qualcosa da dire e da raccontare. Oggi scriviamo tutti e vogliamo pubblicare tutti con lo scadimento nei libri, nei contenuti ed anche nella forma che ne deriva.

        • Ci sono stati anche altri problemi, per esempio il fatto che alcune importanti Case editrici italiane siano finite nelle grinfie di affaristi interessati soltanto al profitto, i quali hanno finito per danneggiarle severamente se non addirittura per distruggerle.
          Sono state fatte sparire le redazioni: i nuovi padroni di cui sopra evidentemente pensavano che i libri si confezionassero da soli… Salvo poi rendersi conto che non è affatto così, e dunque hanno cominciato a rivolgersi ai cosiddetti «services» editoriali – costituiti perlopiù da ex redattori ridotti alla fame.
          E allora sai che cosa succede? L’editore propone al titolare del service di svolgere un dato lavoro, chiedendogli un preventivo; l’altro risponde “voglio 100”, l’editore ribatte “ti darò 10”; per non perdere la commissione il direttore del service accetta. Ma pensi che poi fornisca all’editore un lavoro che vale 100? No, gliene dà uno da 10, ovvio. Poi, altrettanto ovvio, l’editore mette in commercio il lavoro da 10 facendolo pagare come se valesse 100.
          Ecco come funziona oggi.

  1. Ma che bella! Ce l’ho anche io. Ne ero entusiasta, la divoravo e la conservavo gelosamente. Grazie per questo bellissimo tuffo nel passato. Buona domenica. Piero

  2. Ecco “Il Tesoro”, il tuo tesoro, oh sì.
    Come è bello leggerti, Claudio.

    Aspetto la seconda tappa di questo tuo “viaggio nostalgico-sentimentale”.

    Ti sorrido
    gb
    Buona serata-notte
    gb

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