Il deserto

Félicien David (1810-29 agosto 1876): Le désert, ode-symphonie in 3 parti per voce recitante, tenore, coro maschile e orchestra, testo poetico di Auguste Colin (1844). Olivier Pascalin, recitante; Bruno Lazzaretti, tenore; Chor der St.-Hedwigs-Kathedrale Berlin; Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, dir. Guido Maria Guida.

Questa composizione è il frutto (maturato oltre dieci anni dopo) del viaggio in Egitto e in Medio Oriente compiuto da David nel 1833, all’epoca della sua adesione al sansimonismo. Il testo narra il percorso di una carovana attraverso il deserto del Sahara: affronta una tempesta di sabbia, fa sosta per la notte, riprende il cammino al levar del giorno rendendo omaggio a Allah. L’ode è articolata in 3 parti a loro volta suddivise in scene fra loro indipendenti:
PARTE I, L’entrée au désert. L’orchestra evoca l’immensità silente del deserto; si ode la preghiera di un coro di pellegrini che rende omaggio a Allah; dopo, in lontananza, si avverte il rumore della carovana (Marche de la caravane), dapprima sommesso, poi sempre più forte man mano che questa si avvicina. Si leva una forte tempesta di sabbia (Le simoun), amplificata dalla disperata supplica del coro che invoca Allah affinché abbia pietà dei credenti. Tornata la calma, la carovana può riprendere il cammino.
PARTE II, La nuit [a 22:26]. Il coro intona un cantico alla notte; seguono due brani strumentali, la Fantaisie arabe («air syrien») e la Danse des almées, che richiamano remote atmosfere orientali. Si celebra la vita libera del deserto in contrapposizione a quella civilizzata (La liberté au désert); l’episodio si conclude con una Rêverie du soir fondata sopra una melodia orientale udita da David al tempo del suo soggiorno in Egitto. Il silenzio, immobile, si distende nuovamente sul deserto.
PARTE III, Le lever du soleil [a 35:09]. Il sole si alza sul deserto e lo inonda di luce e di amore; solo il canto del muezzin (Chant du muezzin) increspa l’atmosfera immobile del Sahara. La carovana si rimette in cammino (Le départ de la caravane). L’ode si conclude con un omaggio corale a Allah.


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11 pensieri su “Il deserto

  1. l’inizio mi pare interessante…
    solo che non dispongo di 54.31 minuti per ascoltare tutto…
    Beh, ne ascolto un po’ mentre sbrigo la posta…
    Il resto stasera.

    (Ma dove li vai a trovareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!???!!!)
    🙂

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  2. E’ speciale seguire questa ode-symphonie con le tue “spiegazioni”, Claudio.
    Sì, ho cercato di cogliere ogni passaggio.
    Mi è piaciuto farlo con grande calma.

    E mi è rimasto dentro “l’ onduloso deserto”.

    Grazie, amico mio.
    🙂
    gb

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