La più bella del mondo III

Cervino, parete sud

L’artista e il bersagliere

Nel 1861, ai piedi del Cervino, si incontrarono due uomini profondamente diversi per carattere, estrazione sociale, abitudini e esperienze vissute; in comune avevano una cosa sola: il desiderio di scalare la grande montagna che quasi tutti consideravano inviolabile.

Whymper, c1871Il più giovane dei due, appena ventunenne, era un disegnatore e incisore londinese; il suo nome era Edward Whymper. Aveva visto le Alpi per la prima volta l’anno precedente, durante un viaggio di lavoro commissionatogli dall’editore William Longman, che all’epoca pubblicava guide turistiche. In meno di un mese e mezzo Whymper aveva percorso, affascinato, tutte le alte valli dell’Oberland bernese, del Vallese, della Savoia e del Delfinato, realiz­zando immagini pregevoli e di taglio innovativo che avevano entusiasmato il suo editore; questi nel 1861 aveva dunque deciso di inviare nuovamente il giovane artista nel Delfinato, dove Whymper aveva iniziato la propria carriera di alpinista scalando il Pelvoux. Si era poi recato nella Valtournenche con l’intenzione di tentare la scalata del Cervino o in alternativa quella del Weisshorn:

«Tra le cime delle Alpi che nessun piede umano aveva ancora calcato, due soprattutto eccitavano la mia ammirazione. L’una era stata parecchie volte oggetto di vari attacchi da parte dei migliori scalatori; l’altra, che la tradizione diceva inaccessibile, era ancora quasi vergine di qualsiasi tentativo. Queste montagne erano il Weiss­horn e il Cervino.
«Nel 1861, dopo aver visitato i lavori della grande galleria del Moncenisio, gironzolai per una diecina di giorni nelle valli vicine, deciso di tentare, senza indugio, l’ascensione di quelle due cime. Correva voce che la prima fosse stata conquistata e che la seconda dovesse essere attaccata a breve scadenza. Quelle voci vennero confermate al mio arrivo a Châtillon, all’imbocco della Valtournenche. L’interesse ispiratomi dal Weiss­horn subito si spense, ma quando seppi che il professor Tyndall si trovava al Breuil e che aveva intenzione di coronare la prima vittoria con una seconda più brillante ancora, il mio desiderio di essere il primo a scalare il Cervino si fece più profondo e più intenso.»

Salendo al Breuil in compagnia di due altri viaggiatori e della loro guida, Whymper aveva pensato bene di cercarne una seconda:

«All’unanimità ci venne dichiarato che Jean-Antoine Carrel di Valtournenche era il gallo della vallata. Ci mettemmo dunque alla ricerca di Carrel: era un pezzo d’uomo rudemente squadrato, dall’aspetto risoluto e un po’ altero, il che non mi spiacque.»

J.-A. CarrelCarrel, detto il Bersagliere, aveva undici anni più di Whym­per; contadino, cacciatore, padre di due bambini (in quel 1861; altri dieci figli sarebbero arrivati fra il 1862 e il 1878), aveva servito la patria nel regio esercito sardo – donde il soprannome che gli avevano dato i compaesani – parteci­pando alle prime due guerre d’indi­pendenza, sconfitto a Novara nel 1849 e vittorioso a San Martino dieci anni dopo, promosso caporale nel 1852 e definitivamente con­gedato nel 1860; portava con orgoglio sulla giacca i nastrini delle campagne cui aveva preso parte. Rude non era soltanto il suo aspetto, ma anche il suo carattere, plasmato dal lungo servizio militare; cosa che Whymper sperimentò ben presto e non mancò di annotare:

«Carrel non aveva un temperamento facile: sapeva di essere il gallo della Valtournenche e comandava agli altri valligiani come per naturale diritto; si rendeva conto di essermi indispen­sabile e non si dava pena di nasconderlo. Né ordini, né preghiere l’avrebbero dissuaso dai suoi propositi.»

Ma, a ben vedere, fra le qualità di Carrel che Whymper maggiormente apprezzava, insieme con il coraggio e l’abilità nell’arrampicarsi, v’era proprio la caparbietà:

«Era l’unico fra le guide che non si perdesse mai di coraggio, che credesse con ostinazione nella vittoria finale; a dispetto di tutte le sconfitte successive che parevano dargli torto persisteva nel sostenere che il Cervino poteva essere scalato e che lo sarebbe stato un giorno dal versante che fronteggiava la sua valle natìa. […] Egli era il solo scalatore di prim’ordine che non credesse all’inaccessibilità del Cervino. Con lui avevo qualche speranza, senza di lui nessuna; perciò gli lasciavo forzatamente fare quello che voleva.»


È il 28 agosto 1861: Whymper giunge al Breuil e chiede di Jean-Antoine Carrel, lo manda a chiamare, gli dice di voler salire al Cervino. Carrel squadra quel giovane – un ragazzo! – e vede nei suoi occhi ambizione sconfinata e ferrea volontà. Gli risponde che per lui va bene, accetta di accompagnarlo sulla Gran Becca (così chiamano il Cervino i valtorneins) fin dove si riuscirà a salire per venti franchi al giorno, comunque vada a finire; ma pretende che l’inglese assoldi anche un suo compagno – oh, è assolutamente impossibile fare a meno di una seconda guida…
Whymper non ci sta, le trattative si interrompono.
Non se ne fa nulla.
Per ora.


Nei due anni successivi Carrel e Whymper tentarono più volte la scalata, qualche volta alleati, qualche altra avversari. Nel contempo, altri alpinisti si cimentarono nell’impresa, invano, scomparendo subito dalla scena, mentre Whymper e Carrel proseguivano la loro singolare sfida, salendo e ridiscendendo lungo la cresta sud-occidentale della grande montagna.
L’inglese ebbe più volte la sensazione che l’italiano facesse di tutto per evitare di giungere sulla vetta insieme con lui.

Nel 1864 non fu eseguito nessun tentativo.

Nel 1865 Whymper, esasperato, decise di provare a passare da un’altra parte.

Cervino 130630

Annunci

5 pensieri su “La più bella del mondo III

Scrivi un commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...