La più bella del mondo I

Cervino

Cervino, parete sud.

Vidi il Cervino per la prima volta quando avevo cinque anni.
Una domenica di primavera, di buon’ora, mio padre aveva fatto salire mia madre e me sulla sua 600 bianca, nuova fiammante, e aveva guidato fino a giungere nell’alta Valtournenche, che alcuni anni prima era stata teatro di sue non irrilevanti imprese alpinistiche. Arrivati nella conca del Breuil, lasciammo l’auto poco fuori dell’abitato; appena scesi dalla vettura, mio padre mi invitò a ammirare l’imponente parete sud del Cervino, che si stagliava contro un cielo di un blu intenso e del tutto privo di nuvole. Mi disse: «Vedi? Questa montagna è la più bella di tutte». Poi mi spiegò con parole semplici che il Cervino è unico al mondo perché la sua bellezza risalta, ora superba e elegante, ora aspra e selvaggia, da qualsiasi parte lo si guardi. Di nessun’altra vetta si può dire lo stesso.

Whymper, Scalate nelle AlpiL’entusiasmo di mio padre era estremamente contagioso: la passione per la montagna sbocciò in me quel giorno.
Negli anni successivi la corroborai con molte letture: posso dire, in effetti, che diversi libri dedicati alle Alpi, alla storia dell’alpinismo e al Cervino in particolare sono stati fonda­mentali per la mia formazione. Fra quelli a me più cari v’è Scalate nelle Alpi di Edward Whymper, l’alpinista britannico che per primo giunse in vetta alla montagna più bella del mondo; una parte del volume è dedicata a quella storica impresa e al terribile incidente che la funestò. Il testo di Whymper, il cui titolo originale è Scrambles Amongst the Alps in the years 1860–69 (London, John Murray 1871), è ora leggibile online; vi sono diverse edizioni in lingua italiana; quella di cui dispongo – ne potete vedere la copertina qui a destra (Torino, Andrea Viglongo) – è del 1965.

Altro libro fondamentale e bellissimo è Il monte Cervino di Guido Rey, impreziosito da splendide illustrazioni in nero e bicromie di Edoardo Rubino, pubblicato originariamente nel 1904; la copia in mio possesso è una quarta edizione, del 1962, sempre da Viglongo. Nipote di Quintino Sella, Guido Rey fu provetto alpinista e fotografo, oltre che narratore efficace; il commovente racconto della prima ascensione del Cervino è condotto sulla base di documenti allora inediti e testimonianze di prima mano.

Dei libri secondo me indispensabili per conoscere a fondo la nostra montagna, il terzo (in ordine cronologico di pubblicazione) è Cervin, cime exemplaire di Gaston Rébuffat (Parigi, Hachette 1965), corredato da numerose fotografie mozzafiato.

Con queste formidabili letture alle spalle, ho pensato di cimentarmi io stesso nella narrazione dell’epopea del Cervino. Pur non essendo stato, di quel dramma, né un attore, come Whymper, né un testimone, nemmeno indiretto, come Rey, e consapevole di non avere la penna agile e leggera di un Rébuffat, voglio tuttavia provare a raccontare la storia, anch’essa esemplare come la vetta intorno (e sopra) alla quale si svolse: per chi ancora non la conosce, per chi vuole saperne di più.
Una puntata al giorno. Da domani, ogni sera, per sei giorni.


Per leggere il prossimo capitolo cliccare qui.

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22 pensieri su “La più bella del mondo I

  1. La tua storia è bella. Ho avuto molti, molti più anni quando vidi per la prima volta il Matterhorn 🙂
    Ho guardato il libro Edward Whymper, Scrambles Amongst Alps negli anni 1860-69, è molto interessante. Grazie!

    Piace a 1 persona

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