L’homme armé – V

Johannes Tinctoris (c1435 - 1511): Missa «Cunctorum plasmator summus» (L’homme armé) a 4 voci. The Clerks’ Group, dir. Edward Wickham.

Reliquiario di Carlo il Temerario, Liegi

Il singolare oggetto mostrato nei video e qui sopra è il Reliquiario di Carlo il Temerario (o di san Giorgio): realizzato in oro, smalto e argento dorato, misura 53 x 17,5 x 32 centimetri e raffigura due personaggi catafratti: il duca, inginocchiato, tiene fra le mani una teca con­tenente una reliquia di Lamberto di Maastricht (c663-705); dietro di lui si erge san Giorgio, patrono dei cavalieri, riconoscibile per via del drago che giace ai suoi piedi. Le lettere C e M sul basamento sono le iniziali dei nomi di Carlo e della sua consorte, Margherita di York.
Carlo commissionò il lavoro a Gérard Loyet, orafo di Lilla, poi lo donò alla città di Liegi, nella cui cattedrale (dedicata a Nostra Signora e, appunto, a san Lamberto) è conservato. Secondo alcuni, con questo regalo il duca di Borgogna volle farsi perdonare il saccheggio e l’incendio della città vallone (novembre 1468): non sono d’accordo e vi spiego perché.
Prima di tutto, conoscendo un pochino il carattere del Temerario, penso di poter affermare che egli non ebbe mai la minima intenzione di chiedere perdono di alcunché: Liegi faceva parte dei suoi domini, si era ribellata e aveva stretto alleanza con Luigi XI di Francia, acer­rimo nemico della Borgogna; dopo averla ripetutamente sconfitta, Carlo prese la decisione di abbandonare la città al saccheggio a seguito di un’ennesima manifestazione di ostilità.
Inoltre, osservando il reliquiario con attenzione è impossibile non notare che i tratti del volto del santo e quelli del duca sono identici. Credo che non vi possa esser dubbio circa il significato di questo particolare: agli abitanti di Liegi il «dono» di Carlo dovette sembrare, piuttosto che una richiesta di perdono, un’esplicita minaccia.


Reliquiario di Carlo il Temerario, Liegi; photobycap