Quel cosacco al di là del Danubio

Anonimo: Їхав козак за Дунай (Ikhav kozak za Dunaj, Cavalcò un cosacco al di là del Danubio), canto tradizionale ucraino, qui interpretato dal cantante e virtuoso di bandura Taras Kom­pa­ni­čenko, da Kiev. Il testo è attribuito al poeta ucraino Semen Klimovskij (1705-1785).
Portato nell’Europa occidentale all’inizio dell’Ottocento dai soldati dell’esercito zarista in guerra contro Napoleone, questo canto divenne noto nei Paesi di lingua tedesca con il titolo Schöne Minka; in quegli anni ispirò diversi compositori.


Carl Maria von Weber (1786-1826): [9] Variations sur un air russe per pianoforte op. 40, J. 179 (1814-15). Alexander Paley, pianoforte.


Johann Nepomuk Hummel (1778-1837): Variazioni per flauto, violoncello e pianoforte op. 78 n. 2 (1818). Ilma Ensemble: Rosa Sanz, flauto; David Olivares, violoncello; Hernán Milla, pianoforte.


Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (1787-1851): Variazioni sul tema ucraino «Cavalcò un cosacco al di là del Danubio» per violino e orchestra. Aleksandr Trostjanskij, violino; Orchestra Musica Viva, dir. Aleksandr Rudin.


Ludwig van Beethoven (1770-1827): Air cosaque: Schöne Minka, ich muß scheiden per canto, violino, violoncello e pianoforte, n. 16 dei Lieder verschiedener Völker WoO 158 (1816-18). Dorothee Wohlgemuth, soprano; Georg Poplutz, tenore; Martin Haunhorst, violino; Bernhard Schwarz, violoncello; Rainer Maria Klaas, pianoforte.

Schöne Minka, ich muß scheiden, ach du fühlest nicht das Leiden,
fern auf freudelosen Heiden, fern zu sein von dir!
Finster wird der Tag mir scheinen, einsam werd ich gehn und weinen;
auf den Bergen, in den Hainen ruf ich, Minka, dir.

Nie werd ich von dir mich wenden; mit den Lippen, mit den Händen
werd ich Grüße zu dir senden von entfernten Höhn.
Mancher Mond wird noch vergehen, ehe wir uns wiedersehen;
ach, vernimm mein letztes Flehen: bleib mir treu und schön!

Du, mein Olis, mich verlassen? Meine Wange wird erblassen;
alle Freuden werd ich hassen, die sich freundlich nahn.
Ach, den Nächten und den Tagen werd ich meinen Kummer klagen;
alle Lüfte werd ich fragen, ob sie Olis sahn!

Tief verstummen meine Lieder, meine Augen schlag ich nieder;
aber seh ich dich einst wieder, dann wird’s anders sein.
Ob auch all die frischen Farben deiner Jugendblüte starben:
ja, mit Wunden und mit Narben bist du, Süßer mein!


Beethoven: Air russe: Schöne Minka, variazioni per flauto e pianoforte op. 107 n. 7 (1817-18). Jean-Pierre Rampal, flauto; Robert Veyron-Lacrois, pianoforte.


Ma non è finita. Ritroviamo il tema in brani molto più recenti, come per esempio questa canzone di Sandie Shaw (già proposta, negli anni 1930, da Dinah Shore):


Alla fine, proporrei di tornare a est per ascoltare il Coro Kubanskij:


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6 pensieri su “Quel cosacco al di là del Danubio

  1. E io mi ero persa questo post così colmo. Come avevo fatto?

    Tutta musica grande, ma… nel mio cuore rimangono il canto tradizionale ucraino, il suono splendido del violino di Aleksandr Trostjanskij nelle Variazioni sul tema ucraino di Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev e il Coro Kubanskij.

    Molto belle anche le altre musiche con interpreti di valore come lo straordinario Alexander Paley al pianoforte…

    Sandie Shaw è deliziosa. Che ritmo!

    Hai inserito anche gli spartiti in questa tua meraviglia.

    Torno, Claudio, per ascoltare ancora e ancora tutto.
    Grazie 🙂
    gb

    Mi piace

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