Triste España

Juan del Encina (1468-1529): Triste España sin ventura (1497), dal Cancionero de Palacio. La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Triste España sin ventura,
todos te deven llorar.
Despoblada de alegría,
para nunca en ti tornar.
Tormentos, penas, dolores,
te vinieron a poblar.
Sembróte Dios de plazer
porque naciesse pesar.
Hízote la más dichosa
para más te lastimar.
Tus vitorias y triunfos
ya se hovieron de pagar.
Pues que tal pérdida pierdes,
dime en qué podrás ganar.
Pierdes la luz de tu gloria
y el gozo de tu gozar.
Pierdes toda tu esperança,
no te queda qué esperar.
Pierdes Príncipe tan alto,
hijo de reyes sin par.
Llora, llora, pues perdiste
quien te havía de ensalçar.
En su tierna juventud
te lo quiso Dios llevar.
Llevóte todo tu bien,
dexóte su desear,
porque mueras, porque penes,
sin dar fin a tu penar.
De tan penosa tristura
no te esperes consolar.
Encina

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2 pensieri su “Triste España

  1. Ecco una musica, con queste voci che cantano così, che è “mia”.
    Mi estranea da tutto.

    Grazie, Claudio.
    🙂 gb

    Buon lunedì!

  2. “Triste Spagna senza sorte, / tutti ti devono piangere. / Spopolata della tua allegria,
    che mai più in te tornerà, / tormenti, pene, dolori / sono tornati a popolarti. / Sembra che Dio abbia dichiarato il suo piacere / affinché nascesse a te / la più felice delle gioie,/ non per ferire, / altresì soffrendo per tale perdita. / Ora per le tue vittorie e i trionfi / ti corre l’obbligo di dover pagare: / affinché la tua sofferenza sia minore / del perché di una tale perdita, / non c’è cosa che tu possa guadagnare. / Hai perso la luce della tua gloria / e il godimento ultimo della tua felicità; / e di tutta la tua speranza, / infine non ti rimane niente in cui sperare, / dal momento che hai perduto questo grande Principe, / figlio di re senza pari. / Adesso piangi, piangi, per ciò che hai perduto / quell’unico che ti esaltava / nella sua tenera gioventù. / Dio ha voluto toglierlo a noi per portarlo con sé / togliendoti con lui ogni tuo bene, / secondo il suo desiderio. / Affinché tu muoia, / perché tua sia la pena, / senza poter mettere fine al tuo penare. / Perché di tanta penosa afflizione / Tu non possa sperare nella consolazione”.

    Ho trovato uno splendido link…
    http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=233&Tabella=Saggio

    (lo spartito è una meraviglia!)
    Ciao, Cla’…buona giornata!

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