Un grande quamquam

Sembra che la parola cancan (o can-can) abbia origini coltissime: sarebbe nata nell’ambito di un’accesa discussione fra accademici francesi sull’esatta pronuncia del vocabolo latino quamquam 🙂
Comunque sia, quello che oggi, in un contesto musicale, tutti chiamano cancan è in realtà un galop, ossia una danza veloce in tempo binario che originariamente faceva parte della quadriglia, costituendone la sezione conclusiva.
Così cantano in coro, entusiasti, gli dèi dell’Olimpo, al culmine di una festa organizzata da Plutone sulle rive dello Stige, nell’ultimo atto di Orphée aux enfers:

Ce bal
Est original,
D’un galop infernal
Donnons tous le signal.
Vive le galop infernal!
Donnons le signal
D’un galop infernal!
Amis, vive le bal!

Offenbach nacque il 20 giugno 1819 (ma credeva di essere venuto al mondo due anni dopo): era un genio, uno di quelli che sanno come rendere la vita, se non migliore, almeno più allegra – molto più allegra. Fra cinque anni, se saremo ancora qui, ne festeggeremo adeguatamente il bicentenario 😀


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Čajkovskij: les Saisons 6

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893): les Saisons op. 37a (1875-76); 6. Juin: Barcarolle. Michail Vasil’evič Pletnëv, pianoforte.
Originariamente il brano fu pubblicato sul periodico sanpietro­bur­ghe­se «Нувеллист» (Nuvellist) nel giugno 1876, associato a una quartina di A. N. Pleščeev:

Выйдем на берег, там волны
Ноги нам будут лобзать.
Звезды с таинственной грустью
Будут над нами сиять.
Andiamo a riva, dove le onde
baceranno i nostri piedi.
Le stelle, con misteriosa tristezza,
brilleranno su di noi.

Su questo brano il compositore francese Philippe Sarde ha costruito la colonna sonora del lungometraggio L’orso (1988) di Jacques Annaud. Tuttavia, né il nome di Čajkovskij né il titolo del suo lavoro compaiono nei titoli di coda, cosa che io – con tutto il rispetto per Sarde, per Annaud e per il bellissimo film da questi diretto – considero assai disdicevole.