Concerto per organo I

Georg Friedrich Händel (1685-1759): Concerto in sol minore per organo e archi op. 7 n. 5 (HWV 310). Simon Preston, organo; The English Concert, dir. Trevor Pinnock.


I. Staccato ma non troppo allegro


II. Andante larghetto e staccato


III. Menuet – IV. Gavotte


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9 pensieri su “Concerto per organo I

  1. La proposta è bella, naturalmente, ma si inserisce nel filone delle esecuzioni dei Concerti di Händel con complessi abbastanza corposi e organi di una certa dimensione. Una realizzazione più aggiornata e…mozzafiato è quella del nostro Lorenzo Ghielmi con “La divina Armonia” su CD della belga Passacaille (Vol.I-cod. 944 e Vol.II-cod. 990) in via di completamento. Ascoltare per credere !

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      • Ho trovato un breve video con un estratto dell’edizione haendeliana che ti citavo ad opera di Lorenzo Ghielmi. Noterai la raffinatezza del fraseggio e soprattutto dell’ornamentazione. L’organo a un solo manuale è stato costruito da Giovanni Pradella a Valle di Colorina (SO) nel 2007 ed è accordato con temperamento inequabile, al quale si adegua l’intero complesso in queste esecuzioni. Con l’occasione voglio farti i complimenti per la varietà, l’interesse e la “filologica” documentazione che correda i tuoi post. Cordialmente, Piero.

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        • Grazie di tutto. Conosco Ghielmi, un interprete formidabile cui dedicherò diversi articoli in futuro.
          Nel mio blog sto cercando di mettere un po’ di tutto quello che ho appreso studiando e soprattutto ascoltando musica. Ho intrapreso un lavoro sulle cantate di Bach (so che ci sono già numerosi testi sull’argomento, ma forse mi riuscirà dare un contributo personale); nel contempo mi dedico anche al catalogo tematico delle composizioni di Chopin (rielaborando quello che avevo pubblicato presso Einaudi nel 2001) e a quello delle opere di Mahler (che avevo iniziato nella prima metà del decennio scorso, ma poi era rimasto incompiuto). Inoltre sto indicizzando il contenuto del blog – alcune parti sono già consultabili benché incomplete.
          Insomma, spero di avere il tempo di mettere insieme qualche cosa di interessante 🙂
          A presto!

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          • Complimenti vivissimi per l’attività musicologica che stai svolgendo e spero ne segnalerai a suo tempo gli estremi per poterne fruire. Parlando ancora di Lorenzo Ghielmi, devo dirti che lo considero un “maestro di pensiero”, avendo seguito numerosi suoi corsi a Milano, in Svizzera e in Germania. Per non parlare di suoi concerti memorabili e delle sua produzione discografica. Devo poi rivelarti il mio grandissimo interesse per i temperamenti storici, ai quali ho dedicato due anni di assiduo studio sulle fonti e sulle molteplici interpretazioni.
            I numerosi organi a campionamento digitale da me progettati sono stati forse i primi ad inserire tali temperamenti, anche in forma programmabile.
            Poi più di 10 anni di peregrinazioni per l’Europa per visitare organi, mi hanno definitivamente…marchiato !! Vive cordialità.

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            • Da quello che scrivi, e da come lo scrivi, traspare la tua grande passione: è un bel “marchio” quello che porti.
              Molto tempo fa (metà anni ’70) mi ero interessato anch’io ai temperamenti antichi, in particolare al mesotonico: volevo sapere che effetto facesse la musica dei virginalisti inglesi all’epoca loro, così mi ero ingegnato a accordare il pianoforte (con l’aiuto di un professionista) per strimpellarvi i miei prediletti Byrd e Farnaby, e naturalmente tutti gli altri. Un giorno venne a trovarmi un amico pianista; mise le mani sulla tastiera (non l’avevo avvertito) e attaccò non ricordo se un preludio di Debussy o il Rudepoêma di Villa-Lobos: fece un balzo sullo sgabello e disse «Ma che è?» 🙂
              Non sono un musicologo, ma semplicemente un ex redattore del DEUMM. Ci ho lavorato per circa trent’anni, occupandomi principalmente dei cataloghi delle opere dei grandi compositori e delle bibliografie: esattamente ciò che continuo a fare ancora oggi in questo blog. I risultati di questo lavoro (in realtà un work-in-progress) sono consultabili già ora selezionando le voci relative nel menu principale. Per quanto riguarda i cataloghi, dopo aver inserito gli elenchi completi (ho già pubblicato quello delle cantate sacre di Bach) aggiungerò man mano le schede relative a ogni singola composizione.
              A presto!

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  2. Esilarante l’aneddoto sul Debussy mesotonico !! Tra temperamenti regolari e irregolari (inequabili) ne ho identificati, analizzati e codificati 45, potendoli raffrontare finemente “in corpore vili” su un organo digitale. E’ incredibile come il repertorio tastieristico rinascimentale e barocco assuma tramite essi sfumature e prospettive inimmaginabili se eseguito con l’orrenda standardizzazione equabile. Ciò vale naturalmente per l’organo, il cembalo e il clavicordo. Il pianoforte è refrattario a tale trattamento, oltre che per motivi di coerenza storica, anche per le caratteristiche fisiche insite nel suono. Il campo di indagine è comunque vastissimo e molto controverso, poichè le fonti sono spesso generiche e ignorano naturalmente riferimenti a parametri di misura di là da venire. Per pura curiosità, dà una scorsa a questa monumentale e aggiornata bibliografia…
    http://www.huygens-fokker.org/docs/bibliography.html
    Tornerò ben volentieri sul DEUMM, per identificare i tuoi contributi. Con la consueta cordialità.

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    • Oltre che dell’accordatura mesotonica, per suonare i virginalisti avevo fornito il mio pianoforte anche di puntine da disegno, una sull’estremità di ciascun martelletto, per ottenere un effetto quasi di clavicembalo (ovviamente bisogna suonare sempre pianissimo e con tocco uniforme). Il mio insegnante di pianoforte, che lavorava anche per la Rai, mi aveva raccontato che all’espediente si era fatto ricorso in tempo di guerra, proprio alla Rai di Torino, quando tutti gli strumenti di pregio erano stati messi al sicuro in locali sotterranei, al riparo dai bombardamenti: per alcuni concerti trasmessi via radio, in luogo del clavicembalo si utilizzò appunto un… pianoforte preparato.
      Nel DEUMM troverai il mio nome fra quelli dei redattori, nel frontespizio, e in fondo a diverse voci che trattano di musica medievale: Cantiga, Conductus, Lai nel Lessico, i trovatori, Guillaume de Machault e Philippe le Chancelier nelle Biografie. Ho inoltre progettato e curato la realizzazione della Cronologia pubblicata nel 2005 a corredo della Storia della musica di Basso: e questo è il lavoro più impegnativo che io abbia svolto per la Utet.

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