It was a lover and his lass

Thomas Morley (c1557 - 1602): It was a lover and his lass, ayre. Alfred Deller, haute-contre; Desmond Dupré, liuto.
It was a lover and his lass è l’unico brano composto su testo di Shakespeare (da As you like it) da un musicista del suo tempo, se si escludono quelli creati da Robert Johnson (c1583-c1634) appositamente per le rappresentazioni. Morley è ricordato, oltre che per le sue composizioni, per aver pubblicato un trattato musicale che ebbe vasta popolarità per oltre duecento anni e che tuttora è considerato fondamentale perché contiene preziose informazioni sulla musica dell’epoca.

Ecco come It was a lover and his lass è inserito nella commedia (atto V, scena 3ª; traduzione di Goffredo Raponi, escluso il testo della canzone):

(PIETRACCIA, ALDRINA, DUE PAGGI.)
PRIMO PAGGIO – Bene incontrato, onesto gentiluomo.
PIETRACCIA – Bene incontrati voialtri, perbacco!
 Sedete, avanti, su, una canzone!
PRIMO PAGGIO – Buona idea, perché no?
 Qua, sedetevi qua in mezzo a noi.
(Si siedono sulla panca, Pietraccia in mezzo ai due,
Aldrina resta in piedi.)

PRIMO PAGGIO – Vogliamo attaccar subito, così,
 senza prima sputare, scarracchiare,
 ed inventarci d’aver la raucedine,
 insomma senza i soliti preamboli
 che fanno quelli che hanno brutta voce?
SECONDO PAGGIO – Ma sì, ma sì, attacchiamo,
 e tutti e due su una tonalità,
 come due zingari su un sol cavallo.

Canzone:

It was a lover and his lass,
With a hey, and a ho, and a hey-nonny-no,
That o’er the green corn-field did pass
In spring-time, the only pretty ring-time,
When birds do sing, hey ding-a-ding ding:
Sweet lovers love the spring.

Between the acres of the rye,
These pretty country folks would lie
In spring-time, &c.

This carol they began that hour,
How that a life was but a flower
In spring-time, &c.

And therefore take the present time,
For love is crowned with the prime
In spring-time, &c.

C’era un innamorato e la sua bella
con un ehi, e un ohi, e un ehi trallallà,
che sul verde campo di grano passò
a primavera, la sola stagione buona per amarsi,
quando cantano gli uccelli, ehi din e din din:
teneri amanti amano la primavera.

Fra le distese di segale,
amavano giacere quei bravi ragazzi di campagna
a primavera…

Questo canto cominciarono in quell’ora:
così è la vita, solo un fiore
a primavera…

Dunque cogliete l’attimo,
ché di gioventù l’amor è corona
a primavera…

PIETRACCIA – (alzandosi dalla panca)
 In coscienza, miei cari giovincelli,
 se non c’era gran che nelle parole,
 la musica, in compenso, era stonata.
PRIMO PAGGIO – V’ingannate, signore, v’ingannate,
 abbiam tenuto molto bene il tempo:
 vale a dire che non l’abbiam perduto.
PIETRACCIA – Sì, sì, certo, ma l’ho perduto io
 a stare ad ascoltar certe canzoni
 sciocche come la vostra. Dio v’assista,
 e faccia migliorar le vostre voci.


Shakespeare