Variazioni sopra una chanson del ’500

Alain: Variations sur un thème de Clément Jannequin (sic!). Il brano che presta il tema a questa composizione, L’espoir che j’ai d’acquérir votre grâce, risale al ‘500;  Alain lo rinvenne in una raccolta che era appartenuta alla nonna materna del musicista, dove la chanson era attribuita erroneamente a Janequin: in realtà l’autore è ignoto. Le Variazioni sono qui interpretate dall’organista svizzero Pierre Segond (1913-2000), dedicatario della composizione.

Il moravo Leoš Janáček (1854 – 1928) e il francese Jehan Alain (1911 – 1940) sono i compositori che sento a me più vicini di ogni altro.

Fratello maggiore della famosa organista Marie-Claire, Alain dedicò la parte più consistente della propria produzione all’organo, potendo esercitarsi, improvvisare e comporre su uno strumento costruito in casa dal padre Albert. Scrisse brani di intensa spiritualità e pagine spensierate, pervase da un umorismo a volte sottile, a volte sanguigno; composizioni coloratissime, animate da un’intensa gioia di vivere, e minuti disegni a pastello capaci di toccare nel profondo. Il tutto è sempre impreziosito da squisita poesia.

Jehan Alain morì in azione di guerra presso Saumur il 20 giugno 1940, ultimo giorno di primavera. Aveva 29 anni.


The Oak and the Ash

Alfred Deller interpreta una malinconica canzone tradizionale inglese, la cui composizione risale probabilmente alla fine del ‘500: collocazione temporale che mi sento di azzardare in virtù del fatto che la melodia è costruita sopra il basso armonico del passamezzo “antico”, esattamente come Greensleeves, altro grande hit di quell’epoca, databile intorno al 1580 (ve ne parlerò ampiamente in una prossima occasione).

A North Country maid up to London had strayed
Although with her nature it did not agree,
She wept, and she sighed, and she bitterly cried:
I wish once again in the North I could be.
Oh the oak and the ash and the bonnie ivy tree,
They flourish at home in my own country.

While sadly I roam, I regret my dear home
Where lads and young lasses are making the hay,
The merry bells ring and the birds sweetly sing,
And maidens and meadows are pleasant and gay.
Oh the oak and the ash and the bonnie ivy tree,
They flourish at home in my own country.

No doubt, did I please, I could marry with ease,
Where maidens are fair many lovers will come.
But he whom I wed must be North Country bred,
And carry me back to my North Country home.
Oh the oak and the ash and the bonny ivy tree,
They flourish at home in my own country.

La melodia è nota anche con il titolo Quodlings Delight. Variazioni composte da Giles Farnaby si trovano sotto questa intestazione nel Fitzwilliam Virginal Book, vasta raccolta di musiche per virginale (strumento a tastiera) compilata all’inizio del XVII secolo. Potete ascoltare il brano di Farnaby, eseguito al pianoforte digitale da Claudio Colombo, cliccando sul tasto qui sotto:

Saramago

S

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
(José Saramago, 16 novembre 1922 – 18 giugno 2010).

We will survive!

Un po’ di buonumore 😀

Aleksej Igudesman ha fra l’altro preso parte alla realizzazione della colonna sonora (di Hans Zimmer) del film Sherlock Holmes con Robert Downey jr e Jude Law, diretto da Guy Ritchie nel 2009; v’è in circolazione un buffo video dedicato al tema principale del film, con Igudesman che suona il violino in groppa a un elefante:

Visto quant’è dolce il cagnetto presso il suonatore di Zither?


Igudesman & Joo