Ottant’anni fa II

Altre composizioni del 1933.



Béla Bartók: Secondo Concerto per pianoforte e orchestra.


Bartók



Kurt Weill: Die sieben Todsünden der Kleinbürger, «balletto cantato» su testo di Bertolt Brecht, coreografia di Georges Balanchine.


Weill

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Semper Dowland

Alcune diverse interpretazioni di Now, O now I needs must part di John Dowland (1563-1626); tutte le modalità di esecuzione sono previste dall’autore.

A quattro voci a cappella (Ensemble D.E.U.M.):


A voce sola (Amanda Sidebottom, soprano) con accompagnamento di liuto:


A voce sola (Andreas Scholl, haute-contre) con accompagnamento di liuto e viols:


Il testo completo:

Now, o now I needs must part,
Parting though I absent mourn.
Absence can no joy impart:
Joy once fled cannot return.

While I live I needs must love,
Love lives not when Hope is gone.
Now at last Despair doth prove,
Love divided loveth none.

Sad despair doth drive me hence;
This despair unkindness sends.
If that parting be offence,
It is she which then offends.

Dear when I from thee am gone,
Gone are all my joys at once,
I lov’d thee and thee alone,
In whose love I joyed once.

And although your sight I leave,
Sight wherein my joys do lie,
Till that death doth sense bereave,
Never shall affection die.

Sad despair doth drive me hence;
This despair unkindness sends.
If that parting be offence,
It is she which then offends.

Dear, if I do not return,
Love and I shall die together.
For my absence never mourn
Whom you might have joyed ever;

Part we must though now I die,
Die I do to part with you.
Him despair doth cause to lie
Who both liv’d and dieth true.

Sad despair doth drive me hence;
This despair unkindness sends.
If that parting be offence,
It is she which then offends.


E per finire, la versione strumentale dell’ayre di Dowland, ossia The Frog Galliard, eseguita sull’arciliuto da David Tayler:


Non si conosce esattamente la ragione del titolo dato da Dowland a questa gagliarda, ma probabilmente ha a che fare con Francesco Ercole d’Alençon (1555-1584), ottavo e ultimo figlio di Enrico II di Francia e Caterina de’ Medici (e dunque fratello di quella regina Margot che abbiamo già fugacemente incontrato qualche tempo fa). Affetto da nanismo e dotato di una mente non particolarmente brillante, ciononostante Francesco d’Alençon dal 1572 fu uno dei pretendenti alla mano di Elisabetta I d’Inghilterra, che usava chiamarlo “il mio ranocchio” (my frog) 😀


Dowland - Now oh now

Nel nostro reciproco sogno

A volte, per avere l’opportunità di scattare una fotografia piena di colori mi basta andare a trovare la mamma…

Che musica associare a un’immagine floreale? C’è solo l’imbarazzo della scelta.
Mi pare che il Blumine, in origine II movimento della Prima Sinfonia di Gustav Mahler, faccia al caso nostro 😉

Il titolo di questo articolo è tratto da una poesia (inglese) di Pessoa, The fingers toyed absently with her rings.

San Giovanni

Johann Sebastian Bach: «Kommt, ihr angefochtnen Sünder» (Venite, peccatori), aria (n. 5) dalla cantata Freue dich, erlöste Schar (Rallegrati, popolo redento) BWV 30 per la festa di san Giovanni. Magdalena Kožená, mezzosoprano.

Kommt, ihr angefochtnen Sünder,
Eilt und lauft, ihr Adamskinder,
Euer Heiland ruft und schreit!
Kommet, ihr verirrten Schafe,
Stehet auf vom Sündenschlafe,
Denn itzt ist die Gnadenzeit!

Venite, peccatori,
accorrete, figli d’Adamo.
il vostro Salvatore grida e vi chiama!
Venite, gregge disperso,
svegliatevi dal sonno del peccato,
poiché ora è il tempo del perdono!